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Tesi di laurea

Ospedali per intensità di cura: i risultati dello studio sui nuovi modelli assistenziali

di Marco Alaimo

Abbiamo letto di recente una Tesi di Laurea in Infermieristica molto interessante della collega Barbara Mangoni che ha svolto i suoi studi presso l'Università di Firenze (sede di Pistoia). Le motivazioni  che hanno spinto ad effettuare la tesi di ricerca sul nuovo ospedale per Intensità di cura e a studiare gli effetti del cambiamento erano nati proprio in previsione del trasferimento nella nuova struttura. Infatti in Toscana sono stati inaugurati quattro nuovi ospedali in circa due anni. L’ospedale di Pistoia è una struttura organizzata per intensità di cura, per offrire risposte personalizzate ai diversi bisogni di cura e assistenza del paziente, e studiata per affrontare patologie acute e complesse. L’alta tecnologia della diagnostica e delle terapie contribuiscono ad assicurare una sempre maggiore qualità delle cure.

Tesi ospedali per intensità di cura

Tesi di laurea in infermieristica su "Ospedale per intensità di cure: gli effetti di un cambiamento organizzativo e assistenziale"

La parola "cambiamento" e la paura con la iniziale titubanza del trasferimento in una struttura completamente nuova, che cambia a 360 gradi l’assistenza diretta alla persona credo sia un evento da tenere sotto controllo sopratutto se i professionisti possono esserne direttamente coinvolti. I dubbi e le attese si consolidavano a pochi mesi dal trasferimento, quando intercettavo in molti infermieri il disagio e le difficoltà nel far fronte ai diversi bisogni assistenziali delle persone ricoverate nelle diverse specialistiche dello stesso setting. Grazie a questa ricerca effettuata sul "campo" possiamo approfondire questo interessante argomento anche per i colleghi che magari non hanno vissuto questo evento, ma che si potranno confrontare con i nuovi modelli assistenziali per intensità di cura.

Quali sono i principi guida che sono all’origine dell’intensità di cure?

"Il panorama sanitario italiano è profondamente cambiato negli ultimi anni. La necessità di un nuovo scenario è stata dettata da una serie di fattori che in maniera più o meno incisiva hanno contribuito al cambiamento e che hanno portato allo sviluppo di un nuovo modello ospedaliero che si è concretizzato nell’Ospedale per Intensità di cure. L’ospedale per intensità di cure è un modello volto a caratterizzarsi sempre di più come luogo di cura delle acuzie e che si appoggia solidamente alle attività territoriali che promuovono la continuità assistenziale. Il modello organizzativo che ne scaturisce porta con sé un importante cambiamento sia nella mentalità sia nel modus operandi di tutti i professionisti che vi lavorano. I principali pilastri sui quali si basa questo nuovo modello sono molteplici. La filosofia che guida la struttura è la filosofia 'Lean Thinking', un programma di ottimizzazione dei servizi che ha l’obiettivo principale di aumentare la qualità dei servizi erogati con le stesse risorse. Nell’intensità di cura il protagonista principale è il paziente: diversamente dall’ospedale organizzato per disciplina dove i pazienti venivano ricoverati nelle diverse unità in base alla patologia, nel nuovo modello viene ricoverato in base alla sua instabilità clinica e alla complessità assistenziale e sono i diversi professionisti a girare intorno a lui. Nel nuovo modello vengono introdotte due nuove figure: il medico Tutor e l’Infermiere referente, che hanno il compito di prendere in carico il paziente al fine di garantire un'assistenza personalizzata. Uno dei presupposti dell’Ospedale è quello di garantire prestazioni di alta qualità tramite una stretta integrazione tra tutte le figure attraverso i principali strumenti di integrazione, come il 'Briefing' e la cartella Clinica integrata."

Quali sono le innovazioni organizzative che caratterizzano l’Ospedale per Intensità di cure?

Il modello per Intensità di cure si basa su una nuova filosofia che ha guidato tutte le attività organizzative interne: la Filosofia Lean. Lean significa “snello” e proprio per il suo significato si propone di aumentare la qualità dei servizi, riducendo gli sprechi, ottimizzando tutte le risorse disponibili. Questa filosofia ha comportato delle modifiche a livello organizzativo e strutturale ed è sulla base di questi che sono stati fondati gli aspetti più importanti del nuovo modello ospedaliero. Un elemento importante che si inserisce all’interno dell’ottica snella è la realizzazione delle cellule di lavoro nei Setting. Questo permette all’infermiere di cellula di prendere in carico un numero limitato di pazienti aumentando il livello di autonomia e professionalizzazione. All’interno delle stanze di degenza sono stati inoltre introdotti gli armadietti operatori, ovvero armadietti precedentemente forniti del materiale necessario per l’assistenza al paziente, mentre i carrelli delle terapie vengono forniti del materiale e dei farmaci necessari. Nel progetto di riorganizzazione vengono inserite le Reception delle Linee Assistenziali, che gestiscono le chiamate e i servizi di informazione agli utenti, queste strutture hanno lo scopo di ridurre il lavoro indiretto del personale impiegato nelle Aree per permettere a quest’ultimi di avere più tempo per l’assistenza diretta al paziente. Tutti gli elementi che ho descritto sono proprio della filosofia Lean e hanno tutti lo scopo di diminuire inutili sprechi di tempo e di risorse del personale e aumentare in qualità le prestazioni dirette erogate.

Gli Infermieri protagonisti del cambiamento; come si inserisce il Primary Nursing nell’intensità di cure?

Nell’ottica della nuova organizzazione per intensità di cure sono stati progettati nuovi approcci verso modelli di assistenza personalizzata. Il nostro ospedale ha scelto di adottare un modello assistenziale che fosse coerente con le caratteristiche dell’ospedale e con le richieste sempre maggiori di un infermiere autonomo e responsabile: il modello del Primary Nursing. Questo modello prevede l’Identificazione di un Infermiere “primario” che prende in carico il paziente e prende tutte le decisioni per quanto riguarda il processo assistenziale. L’infermiere deve disporre delle conoscenze, delle competenze, delle capacità di problem solving, e deve avere capacità relazionali. Questo modello offre l’opportunità agli infermieri di accrescere la propria professionalità ponendosi come punto di riferimento per il paziente. Nella ricerca che ho condotto uno dei presupposti era quello di verificare se il nuovo modello introdotto fosse percepito in maniera positiva dal personale impiegato all’Interno del San Jacopo e malgrado il recente trasferimento nella nuova struttura il personale si è dimostrato positivo. Il 54% del personale ha dichiarato infatti che l’applicazione di tale modello fornisce una maggiore qualità delle cure e di un’assistenza personalizzata. Gli infermieri sono parte integrante del processo di cambiamento e questo modello assistenziale, ben percepito dal personale, si fonde perfettamente con le nuove caratteristiche dell’ospedale, si inserisce nella nuova organizzazione del lavoro in cellule, è in linea con l’introduzione del ruolo dell’Infermiere Referente e con il concetto della centralità del paziente.

Quali riflessioni scaturiscono dai risultati dello studio che hai condotto?

Lo studio che ho condotto è a mio parere innovativo; dalla ricerca bibliografica che ho effettuato non sono riuscita a trovare evidenze scientifiche analoghe, quindi i risultati che ho ottenuto possono fornire in maniera più o meno esaustiva elementi che ancora non erano stati esplorati. I risultati ottenuti sono stati in linea di massima positivi, ma rimangono comunque degli aspetti da migliorare; le criticità evidenziate sono collegabili all’utilizzo della documentazione infermieristica (elemento molto critico perché è indispensabile per un’assistenza personalizzata e completa), l’appropriatezza clinico-assistenziale che potrebbe essere causata dal recente trasferimento e al rispetto della centralità del paziente. Quest’ultimo è un pilastro fondamentale dell’intensità di cura e quindi è un problema che deve essere affrontato. Sicuramente gli elementi di forza del nuovo modello ospedaliero sono di gran lunga quantitativamente maggiori. Gli infermieri hanno dimostrato un grande apprezzamento per il cambiamento, secondo ciò che è emerso dal mio studio è condivisa l’idea che il nuovo modello organizzativo e strutturale aumenti le responsabilità e l’autonomia dell’infermiere ed è molto apprezzata la figura dell’infermiere referente che, in linea con il modello di Primary Nursing promuove un'assistenza personalizzata e una continuità assistenziale. Il personale intervistato si è dimostrato molto propenso al cambiamento e questa è una dimostrazione della forte unione che contraddistingue la nostra professione. Sono molto soddisfatta del lavoro che ho portato avanti perché mi ha permesso di conoscere meglio il nostro mondo, di entrare in contatto diretto con il personale che durante questi anni mi ha guidato. La ricerca che ho condotto è sicuramente limitata in un piccolo contesto, ma è auspicabile che lo studio possa essere ripreso da altre organizzazione per attuarle in altri contesti.

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