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Diventare Infermiere

Vi racconto perché da manager sono diventata infermiera

di Redazione

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Ora sono infermiera e questo è il titolo migliore che abbia mai avuto. Sono “Dottoressa” da più di 10 anni, ma non mi sono mai sentita tanto orgogliosa come adesso. Sara - giornalista, PR, crowd founder, amministratore unico, delegato, vice presidente, presidente – ci racconta come e perché ha deciso di diventare infermiera.

Da manager ad infermiera, vi racconto perché

Sara durante l'esperienza in Africa

Ho 34 anni e una laurea magistrale presa in Italia in Editoria e Comunicazione multimediale.

Prima di iniziare gli studi in infermieristica ero a capo di una società cooperativa che si occupava di assistenza sanitaria a 360 gradi. Ma il lavoro non mi piaceva.

Sono andata in Africa per caso, dopo una raccolta fondi che ho realizzato per un'Associazione vicino al mio paese, l'Abbraccio Onlus di Fubine, e ho capito che era quello il mio percorso: aiutare gli altri era l'unica cosa che mi faceva essere felice.

Arrivati lí ci siamo tutti rimboccati le maniche e le barriere dei titoli accademici sono crollate: il primario aiutava il facchino, io pulivo per terra, la rianimatrice, finito il lavoro in questo piccolo ospedale nato dalla forza e dalla determinazione dei volontari, veniva con noi nei villaggi dove cercavamo di visitare e aiutare più persone possibili.

Mentre caricavo e scaricavo scatoloni, osservavo. Guardavo tantissimo tutti i professionisti all'opera, finché non mi hanno insegnato a misurare la pressione, ad auscultare e ad osservare i pazienti con occhio critico.

Un po' di conoscenze di base le avevo grazie al fatto che, da qualche anno, ero volontaria 118 in una PA, ma lì ho avuto proprio l'illuminazione su ciò che è lo scopo della mia vita.

Mi ritengo fortunatissima! Spesso si vive la vita intera senza mai comprendere lo scopo della propria vita, io invece ci sono riuscita!

Dei miei studi precedenti, della laurea magistrale e dei miei due master - in Inghilterra e in Italia - delle mie esperienze lavorative non rimpiango nulla, anzi. Sono grata di averle fatte, perché probabilmente senza quelle conoscenze o quel percorso di maturazione insito, non sarei riuscita ad affrontare i tre anni di Infermieristica che, come tutti sapete, tra lezioni, esami e tirocini non sono certo rose e fiori.

Nei miei tirocini ho incontrato Infermieri unici per professionalità e umanità e questi sono stati la maggior parte, anche se sì, esistono quelli menefreghisti, maleducati e che camminano a tre metri da terra solo perché loro sono infermieri e tu studente.

Per fortuna di questi ne ho incontrati pochi, anche di quelli talmente pietrificati nel loro compito che non si sono neppure accorti che il Mansionario non esiste più. Anche loro però sono un esempio, per me è per tutti i neolaureati come me.

Noi abbiamo l'enorme possibilità di cambiare la visione dell'intera classe infermieristica e il dovere di farlo!

Quindi guardiamo anche gli esempi negativi e prendiamoli come monito, guardiamoli per ricordare come non dobbiamo essere.

Nel mio futuro ora vedo qualche master specifico per Area Critica, una formazione più approfondita che spero un giorno mi permetterà di diventare infermiera di Pronto soccorso.

Sara Berruti, Infermiera

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