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Arezzo, concorso infermieri non è sufficiente

di Massimo Canorro

Il segretario generale della Fp Cgil, Gian Maria Acciai: Concorsi per operatori sanitari inadatti a coprire il concreto fabbisogno che necessitano le strutture. Preoccupa tornare a procedure concorsuali complesse e lente, che mal si coniugano con i tempi rapidi con cui il personale deve rendersi disponibile.

Infermieri, Fp Cgil Arezzo: concorsi insufficienti rispetto a fabbisogno

Concorsi pubblici che sono inadatti a coprire il concreto fabbisogno degli operatori sanitari all’interno delle strutture sanitarie. Un aspetto da non sottovalutare, anzi da mettere in risalto. Non usa giri di parole il segretario generale della Fp Cgil di Arezzo, Gian Maria Acciai, che quindi entra nel dettaglio: il concorso infermieri in ambito toscano, che ha avuto la partecipazione di 8000 concorrenti, ha visto superare lo scritto soltanto a 2000 persone rispetto ad un fabbisogno stimato su base regionale di circa 4000 unità. Quali possono essere le motivazioni non spetta a noi giudicarlo – prosegue Acciai – ma appare lampante che ci siano modalità non adeguate di svolgimento dei concorsi stessi.

A metà aprile la stampa titolava: Arezzo, la carica degli ottomila candidati al concorso da infermieri. E non si esagera, considerando l’unico posto disponibile presso l’ospedale Careggi di Firenze (e che l’ultimo concorso per infermieri risale al 2019). Ma l’importante è l’accesso all’interno della graduatoria per gli ospedali di tutta l’area della Toscana – in palio circa cinquemila assunzioni a tempo indeterminato nelle aziende sanitarie e ospedaliere della regione – motivo per cui l’adesione è stata massiccia, con esattamente 8.294 candidati.

Spiegava Paolo Bini, responsabile amministrativo di Arezzo Fiere e responsabile del progetto concorsi: Questo è il primo concorso per infermieri che facciamo in tempo di Covid. Non è stato semplice organizzarlo e insieme ad Estar abbiamo studiato tutti i protocolli anti contagio. Difficoltà oggettive, queste legate alla pandemia, che non possono essere negate.

Ma, tornando sull’aspetto del timore che il concorso aretino destinato agli infermieri non sia sufficiente – e che potrebbero mancare almeno 2000 operatori sanitari in Toscana – il sindacato di categoria della Cgil rimarca: Tutto questo potrà ingenerare, in una fase così delicata per quanto concerne il reperimento di lavoratori in ambito sanitario, l’urgenza di tornare a procedure concorsuali complesse e lente, e al reperimento di personale attraverso le agenzia interinali che mal si coniugano con i tempi veloci con cui il personale si deve rendere disponibile.

Ed Acciai riporta alcuni esempi per fare comprendere meglio di quanto si parla: La prova pratica declinata in quiz che pare un controsenso, considerando che non è prevista come modalità nemmeno per la prova teorica, e che piuttosto dovrebbe svolgersi con domande aperte, come da indicazioni normative regionali. E ancora, casi di domande ambigue, nonché i criteri con cui si rendono idonei i candidati.

Criticità da affrontare, oltrepassando la fase concorsuale per concentrarsi sul modello formativo. A questo proposito, il segretario generale della Fp Cgil di Arezzo esprime l’urgenza di sottolineare le problematiche emerse nell’Asl Toscana Sud Est dove il carico di lavoro ricade su pochi addetti alla gestione del personale, con insufficienti mezzi operativi e che, per effetto di queste carenze, si sono prodotti ritardi nell’immissione in ruolo del personale assunto e altrettanti ritardi nella ricollocazione del personale assunto in favore delle sedi più prossime all’abitazione.

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