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Lombardia, sospesi 241 infermieri no vax negli ospedali

di Massimo Canorro

A fronte di 603 atti di accertamento, altri 244 professionisti sanitari sono stati riammessi per essersi vaccinati contro il Covid. Numeri che, tuttavia, potrebbero cambiare. Dalla Lombardia alla Toscana, dove l’Asl sud est (province di Arezzo, Grosseto e Siena) ha sospeso 128 sanitari non vaccinati. E in Sardegna sono 33 gli infermieri sospesi dall’Aou di Cagliari, con gravi ripercussioni per la carenza di personale dedicato. Il NurSind: Ci sono reparti che rischiano di fermarsi.

Infermieri no vax, continuano le sospensioni in tutta Italia

Lombardia: infermieri “pentiti” del vaccino superano i non vaccinati sospesi

Infermieri no vax sospesi in tutta Italia: dalla Lombardia alla Toscana alla Sardegna non è affatto indifferente, in questo senso, il numero dei professionisti sanitari che si sono sottratti all’obbligo vaccinale.

Una situazione, però, che comporta ripercussioni importanti all’interno dei diversi reparti ospedalieri, mettendo in crisi chi – da vaccinato – resta in corsia a svolgere il proprio lavoro.

Ma stanno emergendo anche situazioni inaspettate, come negli ospedali lombardi, dove i sanitari “pentiti” del vaccino superano i non vaccinati sospesi. Sui 1.067 atti di accertamento per l’inadempimento dell’obbligo vaccinale ricevuti nelle strutture pubbliche della Lombardia, infatti, 449 operatori sono stati riammessi in corsia per essersi vaccinati.

Ne rimangono 402 sospesi almeno fino al 31 dicembre, poiché non si sono adeguati alla vaccinazione contro il Covid. Numeri alla mano, in Lombardia gli infermieri rappresentano la fetta più rilevante dei no vax: allo stato attuale a fronte di 603 atti di accertamento nei confronti di dipendenti di ospedali pubblici, 241 sono stati sospesi, mentre 244 sono stati riammessi per essersi vaccinati contro il Covid.

Riscendendo lo stivale si approda in Toscana, regione dove già il personale sanitario è in fuga dal pronto soccorso. Qui l’Asl sud est ha sospeso fino a questo momento 128 sanitari non vaccinati, di cu 48 nella provincia di Arezzo, 54 operativi nella provincia di Grosseto e 28 nella provincia di Siena. Spiega il direttore del personale dell’Asl, Dario Rosini: Per i sanitari no vax la legge prevede la sospensione dall’attività oppure il reimpiego in altra mansione. Il procedimento è iniziato un mese fa con il Dipartimento di prevenzione che, dopo le indagini su ogni singola posizione, ha comunicato all’Azienda gli inadempienti all’obbligo vaccinale. Quindi l’Asl ha istituito una commissione multiprofessionale chiamata a valutare l’opportunità o meno di reimpiego del sanitario.

Quindi aggiunge: Congiuntamente alla difficoltà a trovare un’altra mansione per tali figure, c’è un problema tecnico: numerosi professionisti sanitari sono iscritti a un Ordine professionale che, in assenza di vaccinazione, li sospende dall’albo. Di conseguenza queste risorse sono inutilizzabili da noi e non resta che sospenderle dal lavoro a nostra volta.

La sospensione dei sanitari che non intendono vaccinarsi, e la conseguente carenza di personale, è un problema particolarmente avvertito in Sardegna (dove gli infermieri scarseggiano e alcuni si licenziano). Basti pensare che sono 33 gli infermieri non vax sospesi dall’Aou di Cagliari. Numero non indifferente, che ha indotto il NurSind a scrivere una lettera alla dirigenza sanitaria per rappresentare la gravissima mancanza di professionisti sanitari: Siamo arrivati a picchi di 2 infermieri ogni 24 pazienti – ha detto Christian Cugusi, dirigente sindacale del NurSind – abbiamo lanciato in differenti occasioni il nostro grido d’allarme che non è stato in alcun modo recepito dai dirigenti. Al contrario, sono stati attuati meccanismi tampone tutt’altro che efficaci, tra cui la sospensione delle ferie invernali già programmate da tempo e il trasferimento di risorse umane dove erano in servizio i dipendenti sospesi, scoprendo inevitabilmente altre strutture.

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