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COVID-19

Stress post traumatico per un sanitario su tre

di Massimo Canorro

Nel corso della pandemia operatori sanitari sempre più soggetti a burnout e sindrome post traumatica da stress. Uno studio, primo in Italia, testimonia l’efficacia della terapia Emdr (Eye movement desensitization and reprocessing) che comporta una serie di stimoli oculari per l’elaborazione dello shock vissuto.

Ansia, depressione e burnout: come stanno i sanitari in era Covid

Dallo studio è risultato che il 71,2% degli operatori sanitari ha avuto livelli di ansia superiori

Dall’ansia alla rabbia, dall’esaurimento emotivo alla depressione: gli operatori sanitari che nel corso degli ultimi mesi hanno curato i pazienti Covid mostrano segni chiari di burnout (sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale che può manifestarsi, appunto, nelle professioni con implicazioni relazionali assai accentuate) e disturbo post traumatico da stress.

Ragione per cui occorre sostegno psicologico in ospedale e risultati positivi, in questo senso, sono stati riscontrati con il trattamento psicoterapico Emdr (Eye movement desensitization and reprocessing, desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) su medici, infermieri, Osa e volontari. È l’esito dello studio condotto dall’associazione Emdr Italia – come riporta Ansa –, primo lavoro a livello nazionale che testimonia la validità di questa tecnica di psicoterapia (si tratta di una metodologia innovativa che offre supporto alle psicoterapie convenzionali) in merito all’elaborazione del trauma vissuto dagli operatori sanitari durante la pandemia.

In che cosa consiste il trattamento Emdr? A livello pratico il terapeuta, ricorrendo ad alcuni movimenti, induce la persona a muovere gli occhi in una determinata modalità che la aiuta nella rielaborazione di situazioni traumatiche; la tecnica comporta una serie di stimoli oculari (o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra) al paziente per trattare disturbi legati in maniera diretta a esperienze traumatiche oppure particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Nel dettaglio, la ricerca ha coinvolto 744 soggetti (dei quali 157 non sono stati trattati) sottoposti a quattro differenti tipologie di trattamento Emdr (per diretta visione, di gruppo, online individuali e di gruppo). I dati sono stati raccolti in 17 ospedali e residenze sanitarie assistenziali.

Dallo studio è risultato che il 71,2% degli operatori sanitari ha avuto livelli di ansia superiori; in rapporto al burnout, più del 60% ha riportato livelli da moderati a elevati; il 74,4% ha riportato livelli da moderati a elevati di ridotta realizzazione individuale. Livelli clinici di depressione sono stati inoltre individuati nel 26,8% dei partecipanti, di ansia nel 31,3% e di stress nel 34,3%.

Infine, il 36,7% ha riportato sintomi di stress post traumatico. Spiega Marco Pagani, ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche: Dall’indagine è emerso che le caratteristiche di burnout in questi soggetti sono al di sopra della soglia patologica, dimostrando uno stato traumatico, mentre dopo il trattamento le condizioni di stress, ansia, umore, rabbia, sonno mostrano un miglioramento significativo negli operatori reclutati.

L’efficacia del trattamento psicoterapico Emdr – ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati in grado di dare origine a numerose disfunzioni – è stata comprovata sia per il disturbo post traumatico da stress sia per i traumi di minore entità. Così, a fronte dell’attuale emergenza risulta fondamentale tutelare e sostenere il benessere degli operatori sanitari in prima linea, con interventi di sostegno psicosociale sia nel corso sia a conclusione della pandemia, illustra Isabel Fernandez, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Emdr Italia.

E in merito ai fattori di rischio per lo sviluppo di reazioni da stress traumatico, Fernadez precisa che sono aumentati tantissimo: dal contatto con i pazienti infetti allo stress fisico provocati dai dispositivi di protezione individuale, dallo stato di allerta incessante ai turni di lavoro più lunghi, alla paura di contagiare amici e parenti. Ragioni per cui, congiuntamente alla promozione di strategie di protezione all’interno dei luoghi di lavoro, risulta essenziale intervenire con un sostegno psicologico specifico anche nei servizi sanitari e negli ospedali, per agevolare il ripristino tanto della serenità lavorativa quanto della routine quotidiana.

Occorre precisare che la desensibilizzazione e la rielaborazione mediante i movimenti oculari è una metodologia inventata dalla psicologa statunitense Francine Shapiro – secondo cui, a seguito di un evento traumatico, i ricordi ad esso legati non totalmente elaborati possono riemergere in forma di ansia, flashback, incubi – che alla fine degli anni Ottanta scoprì che i movimenti oculari volontari diminuivano l’intensità dei pensieri negativi disturbanti nonché il disagio emotivo correlato ad esperienze di vita spossanti e traumatiche. La stessa Shapiro, scomparsa nel giugno 2019, rimarcava ai colleghi che ai fini di un miglioramento del genere umano, abbiamo una responsabilità etica rispetto all’esplorare sempre di più le miriadi di possibilità fornite dalla terapia Emdr, in particolar modo attraverso il rigore della ricerca.

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