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Vaccino Covid-19, ICN ai governi: priorità agli infermieri

di Redazione

L'International Council of Nurses (ICN) chiede ai governi di riconoscere il ruolo essenziale degli infermieri e degli altri operatori sanitari dando la priorità a loro quando i vaccini contro COVID-19 saranno disponibili. I governi - ha dichiarato Howard Catton, Chief Executive ICN - devono dare la priorità alla protezione degli infermieri e degli altri operatori sanitari in modo che possano continuare con il loro lavoro di cura dei malati e prevenire la diffusione del virus.

Catton, ICN: infermieri e operatori sanitari devono avere la priorità

Howard Catton, Chief Executive ICN

L'ICN ha stimato che l'8% di tutti i casi COVID-19 sono tra gli operatori sanitari e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ritiene che potrebbe arrivare fino al 10%, ovvero 1,5 milioni di casi e in aumento.

Il pericolo è tutt'altro che finito e l'ICN sta ancora ricevendo rapporti preoccupanti dalle sue Associazioni nazionali degli infermieri in merito alla mancanza di test, alla mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) di qualità adeguata, ai sistemi sanitari sottoposti a pressioni estreme e al personale che lavora per lunghe ore e sperimenta alti livelli di stress.

Dare la priorità agli infermieri e agli altri operatori della salute sui vaccini contro COVID-19 non appena saranno disponibili secondo Howard Catton, Chief Executive dell'ICN, è la cosa moralmente ed eticamente giusta da fare per gli operatori sanitari in prima linea, ma anche per salvaguardare i sistemi sanitari che sono minacciati dalla pandemia in corso, che non ha ancora raggiunto il suo picco, e prepararsi alla minaccia di una seconda ondata.

Nessuna scusa, senza se e senza ma: gli infermieri e gli altri operatori sanitari devono avere la priorità quando sarà disponibile un vaccino in modo che la loro salute, quella dei loro pazienti e dei sistemi sanitari in cui lavorano, siano protette

I datori di lavoro devono agli infermieri un dovere di diligenza e non dovrebbero mai permettere che siano esposti a rischi inutili nel corso del loro lavoro - continua la nota del Consiglio internazionale degli infermieri - Gli infermieri, tra i loro diritti, hanno incluso quello della sicurezza sul lavoro. Eppure gli infermieri di tutto il mondo ci hanno parlato della carenza di DPI, della carenza di test, dell'intensità e della pressione con la quale hanno e stanno lavorando e della mancanza di un adeguato supporto per la loro salute mentale. Tutti esempi chiari di dove i governi sono stati lenti o non hanno dato la priorità agli operatori sanitari.

Ad aggravare la situazione è la mancanza di dati sistematici sui tassi di infezione e sui decessi tra gli operatori sanitari, che ICN ha richiesto da marzo. Ciò solleva una seria domanda sul perché i governi siano stati lenti a intraprendere questa azione, prosegue Catton.

Ed è ai governi che l'International Council of Nurses lancia il suo appello, in un momento in cui stiamo assistendo a focolai locali significativi del virus, aumenti in alcune parti dell'Africa e delle Americhe con il rischio di una seconda ondata ancora più dannosa.

I governi devono dare la priorità alla protezione degli infermieri e degli altri operatori sanitari in modo che possano continuare con il loro lavoro di cura dei malati e prevenire la diffusione del virus. È la cosa giusta da fare e proteggerà i pazienti e contribuirà a salvaguardare il sistema sanitario in cui lavorano gli infermieri, che scricchiolano sotto la tensione della pandemia.

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Commenti (1)

cristina perosa

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1 commenti

Gli infermieri non sono delle cavie umane!

#1

Le dichiarazioni di Howard Cotton, Chief Executive dell' I.C.N., sono,dal mio punto di vista, sconcertanti. Egli, con giri di parole e concetti persuasivi, considera, di fatto, gli infermieri alla stessa stregua di CAVIE UMANE, bendisposti a farsi somministrare un vaccino, quello contro il Covid 19, mai commercializzato prima per la tipologia che lo caratterizza. Esso, infatti, è un vaccino a mRNA con componenti OGM, grazie alla recente autorizzazione del Parlamento Europeo, di cui nessuno sa nulla, non solo in merito all'efficacia ma, soprattutto alla sua sicurezza. Per non parlare di altre sostanze notoriamente inquinanti dei vaccini, quali nanoparticelle ( non biocompatibili nè biodegradabili), materiale genetico di tessuti fetali umani, veleni quali la formaldeide, metalli pesanti quali il mercurio, ecc.
Se lo faccia fare lui, il vaccino, e lo facciano pure tutti coloro che ne esaltano la sua sicurezza ed efficacia. Noi infermieri non siamo delle cavie a basso costo!