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Wound Care

Flittene, cosa sono e come si trattano

di Silvia Stabellini

La flittena, detta anche vescica o bolla, è definita come un’elevazione dell’epidermide circoscritta, contenente solitamente liquido sieroso o, in alcune circostanze, ematico. È valutata come una lesione di II grado. In caso di infezione il liquido può diventare purulento o torbido. Essendo numerose le cause di flittene, non c’è un’unica modalità di trattamento. La difficoltà del professionista nel gestire correttamente questo tipo di lesioni deriva anche dal fatto che non si trovano indicazioni precise, soprattutto perché mancano studi con prove di efficacia di livello elevato e questo impedisce la stesura di linee guida definite.

Perché si formano le flittene

Flittena

Le cause più frequenti di formazione delle flittene sono:

  • Frizione/sfregamento: più comuni su mani e piedi, in seguito a movimenti ripetitivi. Si formano più facilmente se la pelle è umida e la temperatura del sito è elevata (es. scarpa chiusa nuova, MAD, ecc.). Le flittene, specialmente sui talloni, possono portare a gravi complicanze soprattutto in caso di compromissione della sensibilità o della circolazione (diabete, neuropatie, arteriopatie)
  • Ustioni: sia per il caldo che per il freddo. Il tempo di insorgenza delle flittene determina il grado delle ustioni subite: nel caso delle ustioni di secondo grado la comparsa è immediata
  • Insulto chimico: cosmetici, detergenti, solventi chimici o altre sostanze urticanti naturali (es. veleno medusa) possono dare una dermatite da contatto che si manifesta con la comparsa di flittene
  • Contusioni: si tratta di flittene ematiche, dovute alla rottura di un piccolo vaso che si trova tra gli strati cutanei
  • Malattie: varicella, herpes zoster ed herpes simplex, impetigine, eczema disidrosico, allergie da contatto, altre malattie rare (pemfigo, dermatite erpetiforme, epidermolisi bollosa, ecc.)

Come si curano le flittene

Le flittene da frizione/sfregamento sono le uniche sulle quali si può agire in modo preventivo: è necessario ridurre l’attrito nelle zone soggette a queste forze. Questo diventa fondamentale nei pazienti allettati e nei pazienti diabetici, che devono avere particolare attenzione alla scelta delle calzature e all’igiene e cura del piede.

Essendo numerose le cause di flittene, non c’è un’unica modalità di trattamento. In generale è necessario identificare la patologia o l’evento che ha causato la comparsa delle vesciche. Escludendo le flittene causate da malattie che non vanno trattate, ma guariranno con il risolversi della patologia, le vesciche causate da ustione o da frizione possono essere gestite direttamente.

Alcune fonti sostengono che la prima scelta comporti addirittura un peggioramento della lesione, soprattutto se la flittena è dovuta a lesione da pressione, poiché queste hanno la caratteristica di progredire quando sono lasciate a loro stesse, anche in assenza di stimoli ulteriori.

Per quanto riguarda il secondo approccio, la procedura prevede di forare la flittena con agocannula sterile e fare fuoriuscire tutto il liquido all’interno, senza asportare il tetto della lesione. In caso di lesione da pressione, si può procedere poi con il risciacquo della cavità della flittena con iodopovidone, riaspirarlo completamente e infine applicare un cuscinetto soffice protettivo.

La difficoltà del professionista nel gestire correttamente questo tipo di lesioni deriva anche dal fatto che non si trovano indicazioni precise, soprattutto perché mancano studi con prove di efficacia di livello elevato e questo impedisce la stesura di linee guida definite.

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