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festa della repubblica

2 giugno, le professioni sociosanitarie alla parata di Roma

di Massimo Canorro

Per la prima volta nella storia della Repubblica i rappresentanti delle oltre 30 professioni sociosanitarie, con in testa il Ministero della Salute, sfileranno accanto alle Forze armate davanti alle più alte autorità nazionali. Gli oltre 1,5 milioni di professionisti: Il futuro che abbiamo davanti dipende anche da noi.

Professioni sociosanitarie per la prima volta alla parata del 2 giugno

Il 2 giugno è la Festa della Repubblica italiana, di cui ogni anno si celebra la nascita – il referendum del 1946, dopo la Seconda guerra mondiale, ha sancito la conclusione della monarchia – con particolare attesa.

E tra poche ore si celebrerà la “rinascita” del Paese dopo una pandemia che ha ucciso più di 166mila persone, a fronte di oltre 16 milioni e mezzo di guariti grazie all’impegno profuso dai professionisti della Salute.

Il Servizio sanitario nazionale ha retto, dunque, e quelli che sono il baluardo della salute dei cittadini saranno tra i protagonisti della parata del 2 giugno a Roma.

Infatti, per la prima volta nella storia della Repubblica, accanto alle Forze armate – che costituiscono la difesa dell’Italia nonché la tutela della sicurezza nazionale – alla sfilata ai Fori imperiali sfileranno le professioni sociosanitarie, con in testa il Ministero della Salute.

Con i rappresentanti di oltre 1,5 milioni di professionisti – infermieri, medici, medici veterinari, farmacisti, ostetriche, tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione, chimici, fisici, biologi, psicologi, assistenti sociali – dinanzi alle più alte autorità nazionali, a testimonianza del loro forte impegno nella lotta alla pandemia. Nel combattere un virus che, altrimenti, sarebbe stato difficile arginare. Dichiarano i rappresentanti delle oltre 30 professioni sociosanitarie in Italia (dalla Fnopi alla Fnomceo, dalla Fnopo alla Fnovi, solo per citarne alcuni):

Siamo stati in grado di affrontare tutti i livelli di bisogni, rischi e assistenza, in ogni momento, in tutti i contesti. Su questo dovremo continuare a lavorare per migliorare tali livelli e renderli sempre più concreti e attuali, ancora più aderenti a quelle che sono le realtà che viviamo ogni giorno, e sempre più nell’ottica proattiva della prevenzione.

Parole importanti, queste, come è importante il ruolo delle professioni sociosanitarie che, per legge, è quello di tutelare quotidianamente gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento e connessi all’esercizio professionale. La loro responsabilità è assicurare i diritti dei cittadini: la tutela della salute, alla luce dell’articolo 32 della Costituzione; il diritto, previsto dall’articolo 3, all’uguaglianza, alla pari dignità sociale senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; il diritto stesso, di cui all’articolo 2, di vedersi riconosciuti ed erogati i diritti inviolabili dell’uomo, a fronte dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Così, in vista della Festa della Repubblica italiana, gli stessi Ordini non si esimono dal pensare (e dall’affermare) che il futuro dipende anche da noi. Da quello che abbiamo fatto e dimostrato di sapere e potere fare. Da quello che continueremo a fare.

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