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Aggressioni a infermieri e medici, allarme in Lombardia

di Redazione

Il 78% degli operatori sanitari della Lombardia ha subito aggressioni sul posto di lavoro. È il dato che emerge dall’analisi di un questionario promosso dal sindacato degli infermieri Nursind. Le aggressioni ai danni dei professionisti della salute in Lombardia sono in continuo aumento, mentre le misure adottate fino ad oggi si sono dimostrate insufficienti.

Aggressioni a sanitari in Lombardia, i dati del sondaggio Nursind

I sanitari in servizio al Pronto soccorso sono spesso vittime di violenza da parte di pazienti che si infuriano per le lunghe attese

In Lombardia sarebbero 692 su 884 gli operatori sanitari vittime di aggressioni, fisiche o verbali, nel corso della carriera. Un 78,28% che supera il 60,19%, dato nazionale.

Si tratta di un trend in crescita costante quello delle aggressioni ai sanitari sul posto di lavoro, così come in crescita è la percezione del fenomeno: per il il 75,84% del campione è “decisamente in aumento”, mentre per il 16,01% è “in forte aumento”.

Questi i dati che emergono dal sondaggio Nursind, che registra tra l’altro un preoccupantissimo primo quadrimestre 2017 che “produrrebbe a fine anno una crescita esponenziale del 96% delle aggressioni rispetto al 2016».

Sei volte su dieci – come riporta Andrea Gianni su Il Giorno - l’aggressione non si limita alle parole. E, in tre quarti dei casi, a scatenare la violenza sono state ragioni legate al servizio, ad esempio il paziente che si infuria per l’attesa al Pronto soccorso, spalleggiato dai parenti. In un caso su quattro l’aggressione ha provocato un infortunio sul lavoro.

Sono 8.057 le giornate di assenza dichiarate dai partecipanti al sondaggio, con un costo annuo stimato in 386.220 euro nel 2016 e in 294.831 euro nel 2015. Per frenare il fenomeno alcuni ospedali hanno introdotto le guardie giurate.

Serve un potenziamento del presidio delle forze dell’ordine - spiega Donato Carrara, della direzione nazionale del Nursind - per garantire l’incolumità dei lavoratori. Intanto l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, promette che da settembre il problema verrà affrontato in maniera strutturata, verificando la possibilità di aumentare il numero delle guardie giurate nei Pronto soccorso.

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