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Allarme Ocse-Oms: in Italia pochi infermieri per abitanti

di Redazione

Gli italiani invecchiano sempre di più e la domanda di assistenza sanitaria sale, ma il Ssn al momento, potrebbe non essere in grado di far fronte a questi cambiamenti. Motivo? Troppe disuguaglianze tra Nord e Sud e, ancora una volta, la grande carenza di infermieri. L’allarme questa volta arriva da Ocse e Oms: Avete pochi infermieri rispetto agli abitanti per l’efficienza dell’assistenza e per affrontare le sfide emergenti di cronicità e invecchiamento.

Ssn italiano a rischio, mancano troppi infermieri: l'allarme Ocse-Oms

I dati Ocse e Oms evidenziano l'emorragia di infermieri per il Ssn italiano

Parla chiaro l'Ocse: Gli italiani invecchiano e la domanda di assistenza sanitaria sale. La popolazione italiana è una delle più vecchie al mondo: quasi il 20% supera i 65 anni di età e, secondo i dati Istat, nel 2050 circa l'8% degli italiani avrà più di 85 anni.

Il sistema sanitario italiano, al momento, potrebbe non essere in grado di far fronte a questi cambiamenti, in particolare per quanto riguarda il rinnovo e l'assunzione del personale infermieristico a fronte della necessità di dare risposte assistenziali complesse, proattive e personalizzate, in linea con l’Oms.

La stessa Organizzazione mondiale della sanità indica nella diminuzione del gap esistente tra le varie Regioni italiane in tema di disuguaglianze della salute e, soprattutto, nell’aumento del numero degli infermieri le soluzioni da attuare al più presto.

Si calcola che la carenza di infermieri, già importante soprattutto al nord, aumenti ogni anno a causa dello squilibrio tra i pensionamenti (17 mila all'anno) e le nuove assunzioni (8 mila all'anno).

È per questo che secondo l’Oms l’Italia deve aumentare ancora una volta il numero di infermieri: complessivamente il numero degli operatori del sistema sanitario è cresciuto negli ultimi dieci anni ma il numero di infermieri rimane basso: 6.5 ogni 1000 abitanti, mentre la media UE è di 8.4.

Secondo i documenti internazionali di Ocse e Oms, alla luce di una popolazione che invecchia (22% sopra i 65 anni nel 2015, la più anziana in Europa) che spende pochi anni in buona salute (7,7 anni rispetto a 9,4 in media nell'Ocse) e crescenti necessità per un'assistenza sanitaria di lungo termine, il numero di infermieri laureati negli ultimi 20 anni è aumentato – scrive in un comunicato la Fnopi - grazie a un migliore iter formativo e a un cambiamento nei requisiti d'ingresso per incentivare l'iscrizione.

Ma non basta: il numero di infermieri laureati rimane il quinto più basso nell'Ocse (20,6 per 100.000 persone rispetto alla media Ocse di 46). Parlano chiaro anche i dati internazionali, che si affiancano alla carenza già denunciata dalla Fnopi di non meno di 51-53mila infermieri: l'Italia tra i paesi Ocse è al 24° posto (su 35) nel rapporto infermieri ogni 1000 abitanti (al 15° nell'Ue-28) e dopo di lei, Spagna a parte, ci sono nazioni che non brillano per l'organizzazione dei servizi sanitari, mentre ai primi posti ci sono i Paesi del Nord Europa (Norvegia, Svizzera, Danimarca, Islanda, Finlandia, Germania), tutti a partire dai 7,9 infermieri per mille abitanti del Regno Unito (che pure chiede infermieri all'Italia) fino ai 17,7 della Norvegia.

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