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Campania

Asl Napoli 3 Sud, carenza infermieri e situazione intollerabile

di Massimo Canorro

Dramma che emerge nelle realtà dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento e dell’ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense, denuncia il presidente del Nursing Up, Antonio De Palma. Continuità operativa e sicurezza sanitaria sono le richieste degli operatori sanitari e dei cittadini scesi in piazza.

Nursing Up: carenze sanitarie Asl Napoli 3 Sud quadro desolante

Quando si sente parlare di situazioni da “terzo mondo”, spesso la prima reazione è quella di ritenere esagerate affermazioni del genere. Eppure a dirlo è il Nursing Up, per voce del presidente Antonio De Palma, che conosce bene le realtà territoriali di cui parla. Nello specifico l’Asl Napoli 3 sud, il cui dramma emerge più che mai nella complessa situazione dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento e dell’ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense, spiega con una nota il sindacato degli infermieri.

Continuando: Ospedali vetusti, mancanza cronica di personale, lacune sia a livello di organico sia strutturali. Un’emergenza costante che ha toccato il piano più alto con la pandemia e non accennerà ad arrestarsi senza un confronto risolutivo tra il governo, le pubbliche amministrazioni regionali e provinciali, i sindacati rappresentativi di operatori sanitari e di altri professionisti. Ed è eloquente, in tal senso, che pochi giorni fa i cittadini e le associazioni di Sorrento abbiano scritto ai responsabili dell’Asl Napoli 3 sud lamentando la mancanza di infermieri e medici anestesisti. Per poi scendere in piazza al grido di giù le mani dall’ospedale di Sorrento, riapertura del reparto di chirurgia di Sorrento e del pronto soccorso di Vico Equense, anestesisti cercasi. Iniziativa concrete, volta a dare continuità operativa e sicurezza sanitaria ai due ospedali territoriali che coprono una portata di pazienti davvero rilevante, nella zona costiera. Ma le criticità permangono, eccome.

A Sorrento da anni non nascono più bambini, da decenni è chiuso il dipartimento materno infantile e si lotta con l’assenza di un punto per l’elisoccorso, considerando che ad oggi viene usato lo stadio “Campo Italia”, prosegue De Palma, che quindi affronta il tema, anch’esso delicato, della salute mentale: I nostri referenti ci dicono che, tra Sorrento e Vico, nel caso di necessità di ricoveri sono un miraggio le strutture pubbliche capaci di aiutare le famiglie con pazienti affetti da queste patologie.

Per poi tornare sulla ragione che ha spinto la comunità di Sorrento a scendere, compatta, in piazza. In Campania mancherebbero all’appello 6500 infermieri, a cui purtroppo si contrappongono le rilevazioni territoriali del Nursing Up, che raccontano un’altra realtà. Nello specifico, con l’emergenza sanitaria e l’aumento dei ricoveri, i tagli sul personale ben prima del virus, il deficit di assunzioni, i pensionamenti, le realtà concorsuali in stand-by, il mancato ricambio di personale, i ritardi nelle lauree causati dal Covid e dallo stop dei tirocini, nonché la fuga di giovani infermieri all’estero, le cifre possono toccare almeno il doppio, ponendo la Campania al pari della Lombardia come la regione con la più alta carenza di infermieri, tra le 12 e le 15mila unità.

Dunque nel triste elenco non manca l’aspetto legato alla precarietà degli operatori sanitari, che lo scorso 12 maggio – nel giorno internazionale degli infermieri – hanno manifestato a Napoli, fuori dall’ospedale Cardarelli (il più grande del sud Italia), nell’appuntamento promosso dalla Cgil. Basta precariato, chiediamo rispetto per la nostra professione e una migliore sanità per i cittadini, lo slogan urlato.

E De Palma insiste sulla carenza di personale. Solo nel 2018, ben prima del Covid, l’Opi di Napoli – che di recente ha lanciato la proposta di coinvolgere gli infermieri e gli infermieri pediatrici nella campagna vaccinale anti-Covid per fornire uno slancio significativo e un’accelerazione all’intera operazione – denunciava una carenza di 9mila infermieri in Campania. Parliamo di una regione con una sanità territoriale decisamente fragile, laddove i nostri referenti denunciano la mancanza di sinergia tra il lavoro dei medici di famiglia e quello del personale sanitario, dove mancano gli infermieri di famiglia e si necessita delle basi di cura e della prevenzione al di fuori delle realtà ospedaliere, conclude il presidente del Nursing Up.

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