Nurse24.it

Il Video

L’infermiere di elisoccorso: Da quassù si domina il mondo

di Leila Ben Salah

Emergenza Urgenza

    Precedente Successivo

Immersi nell’acqua di una piscina, chiusi dentro un elicottero e legati alle cinture di sicurezza, a testa in giù. Non è un incubo, ma una delle prove da superare per diventare infermiere di elisoccorso.

La formazione e le dure prove per diventare infermiere di elisoccorso

Una delle prove più difficili da superare nel percorso di formazione per un infermiere di elisoccorso è l’Huet, ossia helicopter underwater escape training. La carlinga dell’elicottero viene immersa capovolta in una piscina. E gli infermieri dentro devono slegarsi, trovare la via d’uscita e riemergere. Il tutto in apnea, senza l’aiuto delle bombole di ossigeno. Motivo? Se durante un’operazione di soccorso l’elicottero dovesse precipitare in mare, gli infermieri saprebbero badare a se stessi, mettendosi in salvo.

A raccontarci come si diventa infermiere di elisoccorso è Simone Pirastu, coordinatore infermiere della centrale operativa 118 Romagna - elisoccorso. Qui le regole sono cambiate dal 2016 - chiarisce subito Pirastu -. In Emilia Romagna adesso per diventare infermiere di elisoccorso bisogna essere solo ed esclusivamente operatori di centrale. Prima bastava essere dell’area critica: rianimazione o pronto soccorso o 118. Dal 2016 non più. Bisogna essere operatori di centrale e fare un corso per vedere se si è idonei. E se non lo si è, bisogna abbandonare anche la centrale. Tutto questo vale solo per le new entry. I “vecchietti” dell’elisoccorso possono stare tranquilli. Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori. E se invece si lavora in un altro reparto? Bisogna aspettare un bando di mobilità, non c’è altra strada dice Pirastu.

Ma quali sono i test da superare?

Ci sono determinate caratteristiche fisiche che bisogna avere - spiega Pirastu - e bisogna superare dei test da sforzo. L’Huet è solo uno dei test. In Emilia Romagna e in Friuli Venezia Giulia, poi, la formazione prende due percorsi differenti. Solo in queste due regioni, infatti, sono previsti due infermieri a bordo dell’elicottero, di cui uno che siede a fianco del pilota e coordina le operazioni di soccorso. Chi vuole seguire questa strada e diventare così Cvs (coordinatore di volo sanitario) dovrà studiare molte nozioni e tecniche di aeronautica e soprattutto dovrà eseguire venti missioni a termine, vale a dire con paziente trasportato a bordo. Chi invece preferisce il lato sanitario diventerà Avs, cioè assistente di volo sanitario e nell’elicottero sarà seduto dietro, accanto al medico. Per seguire questo percorso basteranno dieci missioni a termine.

Una bella fatica. E se si sceglie questa strada non è certo per soldi, ma per amore. Io vengo dall’aeronautica - dice Pirastu - e solo dopo sono diventato infermiere. Perciò ho sempre avuto questa passione. E la passione smuove tutto. Anche perché lo stipendio di un infermiere di elisoccorso non è che sia così ricco. Nella nostra regione - spiega ancora Pirastu - ci viene riconosciuto un gettone di presenza regionale. È come se fosse un turno aggiuntivo. Facendo i conti sono circa 150 euro lordi a turno. E non capita certo di farli tutti i giorni. Eppure le responsabilità sono tante. Ma compensate da grandi emozioni. Quando sei lassù hai la sensazione di dominare il mondo conclude Pirastu.

Ritorna al sommario del dossier Emergenza Urgenza

Giornalista

Commento (0)