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Emergenza-Urgenza

Assistenza al parto extraospedaliero

di Teresa Bizzoca

Emergenza Extraospedaliera

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Un parto fisiologico, anche al di fuori della sala parto, non rappresenta un’emergenza. Risulta essenziale comunicare tempestivamente alla Centrale Operativa 118 l’anamnesi ostetrica della donna e decidere qual è la migliore assistenza per lei e per il feto. Conoscere i tempi del parto e riconoscere eventuali situazioni di rischio può evitare una condotta non pertinente da parte dell’équipe di emergenza.

Gestire un parto extraospedaliero, cosa significa

Il parto extraospedaliero rappresenta un evento eccezionale che l’équipe sanitaria di primo soccorso deve essere preparata a gestire, poiché potrebbe risultare un evento non privo di rischi e con possibili complicanze. Gestire un parto in emergenza prelude la responsabilità di gestire due vite con molteplici variabili a volte non prevedibili.

Quando ci si trova dinnanzi ad un evento come il parto in emergenza extraospedaliera è importantissimo che l’équipe sanitaria che interviene mantenga la calma e abbia una minima base di nozioni ostetrico-ginecologiche tali da poter decidere il trasporto nell’ospedale più idoneo/vicino o intervenire sul posto, riconoscendo la presenza di potenziali rischi per la madre e per il feto.

Assistenza extraospedaliera al parto

Far sdraiare la donna. Se vi è il padre del bambino o una persona di fiducia, farla posizionare (ove possibile) alle spalle della donna per poterle dare conforto e incoraggiamento. Garantire la privacy e un ambiente caldo.

Prepararsi per l’assistenza al parto indossando dei guanti sterili e maschera di protezione per il viso.

Predisporre un campo sterile o pulito, sistemando teli o traverse sotto i glutei della donna. Avere a portata di mano tutto il materiale necessario per l‘assistenza al parto (kit ostetrico).

È fondamentale dare alcune indicazioni alla donna, in particolar modo se è in panico e/o alla prima esperienza: il bisogno di spingere spontaneamente o il premito incoercibile al basso ventre è indice di parto imminente (indice di eiezione del feto) quindi non è consigliato portare la donna “in bagno”.

Una volta terminata la spinta, attendere i tempi della donna e farla spingere ogni qual volta sente arrivare la contrazione.

Nel frattempo il neonato effettuerà delle piccole rotazioni fisiologiche per allineare le spalle al diametro più favorevole per garantire il disimpegno delle spalle, dopodiché sguscerà fuori.

Essere pronti a sostenere il neonato già dalla fuoriuscita della testa. Annotare l’ora della nascita.

Punteggio di Apgar, la valutazione del bambino alla nascita

La valutazione del bambino alla nascita si effettua attraverso 5 parametri al 1° e al 5° minuto, se il neonato dovesse avere complicazioni lo si rivaluta anche al 10° minuto:

Parametri 0 1 2 Punteggio
Frequenza cardiaca Assente < 100 > 100
Respirazione Assente Lento e irregolare Pianto valido
Tono muscolare Debole, flaccido

Alcuni segni di

flessione alle estremità

Attivo: buon movimento

delle estremità

Irritabilità Nessuna risposta

Piange, qualche movimento,

smorfie

Piange: vigoroso, tossisce,

starnutisce

Colore della pelle Cianotico o pallido Cianosi periferica

Rosa e colore tipico del neonato

in tutto il corpo

Florence Nightingale

Un bambino a termine presenta fisiologicamente una frequenza cardiaca tra i 120-160 bat/min, una pressione arteriosa tra 80-50 mmHg ed una frequenza respiratoria tra i 30-50 atti/min.

Cura del neonato

Adagiare il neonato sulla pancia della mamma. Utilizzare garze sterili per pulire naso e bocca del piccolo, dopodiché asciugare il corpo con dei panni caldi e asciutti.

Osservare i parametri di valutazione del neonato e, se necessario, (pianto assente o debole) stimolare il neonato frizionandone il dorso.

Per quanto riguarda il clampaggio del cordone ombelicale, utilizzare 2 cord clam, applicandoli a 10 cm circa dal bambino. Tagliare nel mezzo.

Una volta assicurati che il neonato sia roseo e reattivo, avvolgerlo in un lenzuolo caldo e lasciarlo sul torace/addome della mamma.

L’attaccamento al seno, con conseguente suzione, favorisce la contrazione uterina con formazione del globo di sicurezza e l’arresto dell’emorragia.

Fase del secondamento

Subito dopo la nascita, inizia la fase del secondamento, dove vengono espulsi gli annessi (placenta, sacco amniotico); questi dovranno essere conservati in un sacchetto e consegnati al personale sanitario ospedaliero.

Durante il secondamento è normale la fuoriuscita di sangue dalla vagina: apporre una traversa pulita. Aspettare la fuoriuscita della placenta e delle membrane; avvenuto il secondamento se sono disponibili degli assorbenti apporli sull’apertura vaginale e far chiudere le gambe alla donna.

Portare madre e bambino in ospedale, nel frattempo fornire supporto emotivo alla madre (e al neonato), monitorando i parametri vitali.

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