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Emergenza-Urgenza

Intossicazione da funghi, come riconoscerla e cosa fare

di Giacomo Sebastiano Canova

Intraospedaliera

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L’intossicazione da funghi può rappresentare una situazione di emergenza tempo-dipendente. I sintomi determinati dall’ingestione di funghi velenosi o non commestibili sono vari e dipendono dalla specie fungina implicata. In questi casi è fondamentale accompagnare in Pronto soccorso il paziente vittima dell’intossicazione, in modo tale da iniziare sin da subito i primi provvedimenti terapeutici. Ad oggi, non esiste alcun antidoto per l’intossicazione da funghi.

Cos'è l'intossicazione da funghi e come si manifesta

L’intossicazione da funghi rappresenta una condizione frequente soprattutto in coloro che li assumono dopo la raccolta diretta. Per questo motivo, il primo aspetto da tenere in considerazione è la prevenzione, ovvero la non consumazione di funghi di dubbia specie.

Per quanto concerne l’avvelenamento da ingestione di funghi tossici, in relazione al tempo intercorso dall’assunzione alla comparsa di sintomi si distinguono due tipologie di sindromi: a breve latenza e a lunga latenza.

Intossicazione da funghi, sindromi a breve latenza

Le sindromi a breve latenza si caratterizzano per il fatto che i sintomi compaiono da 30 minuti a 6 ore dall’ingestione e, solitamente, si risolvono in circa 24 ore.

Queste sindromi, inoltre, rappresentano un basso rischio per la vita del paziente e l’unica opzione terapeutica è rappresentata dalla somministrazione di farmaci volti alla gestione delle diverse sintomatologie che si possono manifestare.

Sindrome gastrointestinale

La sindrome gastrointestinale è la più frequente e può essere causata dall’assunzione di diverse specie di funghi (Entoloma lividum, Russula emetica, Boletus satanas). I principi attivi responsabili di questa sindrome, inoltre, sono molteplici e non sempre noti.

Possono comparire vomito, diarrea e dolori addominali, i quali compaiono già al termine del pasto o al massimo entro 3-4 ore e sono proporzionali alla quantità di funghi ingerita. Tali sintomi solitamente regrediscono spontaneamente entro 24-48 ore.

Sindrome panterinica

La sindrome panterinica è data soprattutto dall’Amanita muscaria e dall’Amanita pantherina.

In rapporto alla quantità di tossine ingerite (acido ibotenico, muscimolo e muscazone) si possono presentare sintomi quali vertigini, euforia, tremori e stato confusionale. Nelle forme più gravi si possono manifestare allucinazioni, sopore e crisi convulsive.

Sindrome muscarinica

La sindrome muscarinica è dovuta alla muscarina (Amanita Muscaria) e si caratterizza da un quadro clinico con cefalea, dolori addominali, ipersalivazione, intensa sudorazione, lacrimazione, tremori e bradicardia che compaiono dai 15 ai 60 minuti successivi all’ingestione.

Sindrome psicodisleptica

La sindrome psicodisleptica è data da funghi che appartengono ai generi Psilocybe, Panaeolus, Stropharia ed hanno proprietà simili all’LSD.

La sintomatologia insorge entro 1 ora dall’ingestione e si caratterizza per la presenza di disturbi della visione e distorsione della percezione dei colori o delle forme. Oltre a questi sintomi si possono manifestare disorientamento, agitazione ed aggressività.

Sindrome Coprinica

La sindrome Coprinica è determinata dall’interazione con l’etanolo da parte della tossina prodotta dal Coprinus atramentarius.

Questa azione determina vasodilatazione cutanea, ipotensione, tachicardia e cefalea.

Intossicazione da funghi, sindromi a lunga latenza

Le sindromi a lunga latenza, a differenza di quelle brevi, rappresentano un’urgenza sanitaria in quanto possiedono un’alta incidenza di mortalità.

In questi casi, l’intossicazione si manifesta con una sindrome tardiva, ovvero i primi sintomi compaiono dalle 6 alle 12 ore successive all’ingestione.

La sintomatologia inizialmente può mimare una gastroenterite di tipo influenzale, dunque può essere facilmente sottovalutata tardando l’ospedalizzazione.

Sindrome falloidea

La tossicità nella sindrome falloidea è legata alla presenza di amatossine. Per determinare gravi intossicazioni è sufficiente l’assunzione anche di un solo cappello (circa 20 grammi).

I sintomi sono caratterizzati da frequenti episodi di vomito e diarrea che portano rapidamente a gravi stati di disidratazione e squilibri elettrolitici. In questa sindrome l’organo più colpito è il fegato, dove avviene un arresto della sintesi delle proteine con conseguente necrosi cellulare.

Questo danno può portare sino alla necessità di ricorrere al trapianto o alla morte del paziente. Per questi motivi, tutte le gastroenteriti che compaiono dopo ingestione di funghi non controllati, con una latenza superiore alle 6 ore, devono essere trattate il più precocemente possibile con la decontaminazione (lavanda gastrica e somministrazione di carbone a dosi ripetute) e con un’infusione di liquidi, in considerazione del fatto che il trattamento è tanto più efficace quanto più è precoce.

Sindrome orellanica

La sindrome orellanica è determinata da funghi del genere Cortinarius orellanus e speciosissimus. Questa sindrome può non dare manifestazioni gastroenteriche, ma già dopo 36 ore (a volte con intervalli di giorni o settimane), compaiono dolori muscolari, cefalea, brividi, inappetenza, seguiti da una significativa contrazione della diuresi.

La sindrome può evolvere dunque verso un’insufficienza renale che può essere irreversibile. Per questa tipologia di intossicazione l’unica terapia a disposizione è la dialisi e, nei casi di insufficienza renale irreversibile, può rendersi necessario il trapianto renale.

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