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Salute

Morso di zecca, cosa fare e cosa non fare

di Giacomo Sebastiano Canova

Intraospedaliera

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Il morso di zecca è un avvenimento comune, soprattutto in estate e in luoghi di campagna o montagna. Una volta che ci si accorge della presenza di questo particolare aracnide è bene seguire una serie di accorgimenti ed evitare rimedi “fai da te”. Va tenuto inoltre in considerazione il fatto che alcune patologie trasmissibili dalla zecca possono presentarsi anche a distanza di tempo dal morso.

Cos’è e quali sono le conseguenze del morso di zecca

La zecca (Ixodida) è un minuscolo parassita le cui dimensioni vanno da qualche millimetro negli stadi giovanili fino a un centimetro nello stadio adulto.

Sono parassiti ematofagi di molti animali e dell’uomo e le specie più note sono la zecca del bosco (Ixodes ricinus) e la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus). La puntura di zecca può essere un’evenienza comune in quanto l’habitat di questi parassiti comprende numerosi ambienti frequentati abitualmente dall’uomo come giardini, cespugli ed ambienti boschivi.

Di per sé, il morso di zecca non crea pericoli per la salute umana, se non un leggero fastidio in sede del morso. Ciò che potrebbe rivelarsi problematica è tuttavia l’eventuale infezione che potrebbe sorgere nel sito nel caso in cui la cute non venga disinfettata in maniera idonea.

Le patologie che possono seguire un morso di zecca vanno dalle infezioni locali (più o meno gravi) all’encefalite da zecca, la rickettiosi, la tularemia e la Malattia di Lyme.

Inoltre, essendo le zecche a contatto continuo col terreno, può esserci la possibilità che attraverso il loro morso veicolino nell’organismo le spore del tetano.

Puntura di zecca, cosa non fare

Ad esempio, sebbene possa essere istintivo, la zecca non va mai schiacciata, in quanto con questa manovra si potrebbero inoculare i batteri contenuti nello stomaco della zecca nella cute della persona morsa.

Se si procede invece a strappare la zecca dalla cute, questa manovra potrebbe far rimanere il rostro inserito, il quale dovrà essere rimosso con un ago sterile o mediante una piccola incisione cutanea effettuata con un bisturi aumentando il fastidio e il rischio di infezioni.

Ulteriori azioni da evitare sono quelle di bruciare il parassita quando ancora ancorato alla cute oppure ucciderlo con ferri caldi o mediante l’utilizzo di alcol e/o ammoniaca: tutte queste azioni, difatti, possono concretamente aumentare il rischio di contaminazione e infezione dovuta al rigurgito della zecca in seguito alla sua uccisione traumatica.

Per quanto riguarda il personale sanitario che procederà alla rimozione della zecca, è bene sottolineare come questa procedura debba essere fatta attraverso l’utilizzo di apposite pinzette: staccare la zecca direttamente con le dita, difatti, potrebbe far restare dei suoi residui sulla pelle del professionista.

Inoltre va contattato un medico se dovessero comparire sintomi quali cefalea non abituale, artrite acuta, sintomatologie neurologiche o un malessere simil influenzale non altrimenti giustificato.

Non vanno assunti farmaci di propria iniziativa, ma la terapia antibiotica dovrà essere assunta solamente in seguito a prescrizione medica.

Infine, se non coperti, è necessario sottoporsi alla vaccinazione antitetanica, in quanto la zecca può essere veicolo di questa patologia mortale.

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