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Patologia

Insufficienza renale

di Sara Di Santo

L’insufficienza renale è la condizione per la quale i reni non sono più in grado di svolgere la loro funzione di regolazione dell’equilibrio idrico e salino, di eliminazione di scorie e acidi dall’organismo e di produzione di ormoni (ad es. eritropoietina). Si distingue tra Insufficienza Renale Acuta (Ira) e Insufficienza Renale Cronica (Irc) a seconda che si tratti di uno stato patologico sviluppatosi in maniera rapida ma potenzialmente reversibile oppure di una condizione sviluppatasi in maniera lenta e progressiva nel corso degli anni.

Insufficienza renale: Sintomi, cure e cause della patologia

L’insufficienza renale può svilupparsi in maniera rapidissima (da un minimo di poche ore fino al massimo di pochi giorni); in questo caso si parla di insufficienza renale acuta (Ira), condizione potenzialmente letale, ma che se riconosciuta e trattata in maniera tempestiva, può essere reversibile.

L’insufficienza renale può altresì svilupparsi in maniera lenta e progressiva lungo il corso di svariati anni; in questo caso si parla di insufficienza renale cronica (Irc), i cui sintomi si manifestano solo in stadiazione avanzata della malattia e i cui quadri patologici, nei casi più gravi, necessitano della dialisi o del trapianto di rene.

L’insufficienza renale acuta: Ira

L’insufficienza renale acuta (Ira) è una sindrome per la quale si verifica un’improvvisa perdita della funzionalità renale, con il conseguente accumulo nel sangue di scorie azotate, liquidi, elettroliti ed altre sostanze che andrebbero eliminate con l’urina. La manifestazione tipica dell’Ira è una significativa oliguria (emissione di urina inferiore a 500 ml nelle 24 ore) da parte del paziente, fino all’anuria (emissione di urina inferiore a 100 ml nelle 24 ore).

Le cause dell’Ira sono classificate in base alla sede anatomica del danno, per questo si distingue tra: Ira prerenale: causata dalla riduzione della perfusione renale che determina l’ischemia dei nefroni. Questo accade, ad esempio, nei casi di:

  • ipotensione secondaria a grave emorragia;
  • gravi infezioni con shock settico;
  • sofferenza cardiaca (ad es. Ima o shock cardiogeno);
  • forte disidratazione.

Ira intrarenale: causata da danni organici a carico dei glomeruli e/o dei tubuli. Questo accade, ad esempio, nei casi di:

  • glomerulonefriti (infiammazioni dei nefroni);
  • necrosi tubulare acuta (NTA, che è il risultato di un accidente ischemico o tossico alle cellule tubulari renali dovuti ad un danno pre-renale non trattato o ad una severa ipossiemia);
  • assunzione di farmaci nefrotossici (ad es. chemioterapici, antibiotici, antiinfiammatori ecc.).

Ira postrenale: causata dall’ostruzione del flusso urinario con ritorno dell’urina verso i reni.

Questo accade, ad esempio, nei casi di:

  • ipertrofia prostatica;
  • stenosi del collo della vescica;
  • occlusione uretrale bilaterale.

Tra i sintomi caratterizzanti l’Ira, troviamo:

  • riduzione del volume delle urine;
  • gonfiore di gambe, caviglie e/o piedi (segno di ritenzione idrica);
  • fiato corto/dispnea (segno di accumulo di liquidi nei polmoni);
  • confusione mentale, torpore/sonnolenza (segno di accumulo di scorie tossiche nel sangue);
  • convulsioni o stato di coma (nei casi più gravi).

Insufficienza renale cronica: Irc

L’insufficienza renale cronica (Irc) è una lenta, progressiva ed irreversibile perdita della funzione dei nefroni in un periodo che può variare da pochi mesi a diversi anni.

Le principali cause di Irc sono ascrivibili a danni renali:

  • glomerulonefrite;
  • rene policistico;
  • nefropatie congenite, tumori
  • tossicità da farmaci e a danni extrarenali: diabete mellito (intolleranza al glucosio, acidosi metabolica);
  • ipertensione arteriosa;
  • aterosclerosi (depositi di colesterolo nei vasi sanguigni renali).

Nell’evoluzione dell’Irc, come spiega chiaramente Il manuale dei concorsi per infermiere di Caruso-Pittella (EdiSES, 2015), possiamo identificare 3 stadi:

  • 1° stadio: si registra la distruzione di almeno il 40% dei nefroni e si rilevano, come segno di compromissione renale, un difetto nella capacità di concentrazione urinaria e una ridotta velocità di filtrazione glomerulare;
  • 2° stadio: si evidenzia il quadro conclamato di insufficienza renale: circa il 75% dei nefroni non è funzionante, si innalzano in maniera molto importante i valori di azotemia e creatininemia e compaiono nicturia e poliuria.
  • 3° stadio: definita insufficienza renale terminale, vede la compromissione di oltre il 90% dei nefroni, valori altissimi di azotemia e creatininemia e il passaggio da poliuria a oliguria, con segni e sintomi di grave ritenzione idrosalina.

L’Irc è una patologia che, colpendo tutti gli organi e apparati, ha segni e sintomi così vari che possono essere confusi con quelli di altre patologie. Fra essi troviamo, ad esempio:

  • oliguria;
  • anemia, pallore e tendenza al sanguinamento;
  • tachicardia, ipertensione e aritmie cardiache;
  • dispnea, edema polmonare, iperventilazione, respiro di Kussmaul (inspirazione profonda e rumorosa, breve apnea inspiratoria, espirazione breve e sibilante, lunga pausa post-espiratoria);
  • alitosi (l’urea presente nel sangue viene trasformata in ammoniaca nel cavo orale); prurito intenso, cute secca e di colorito giallo-brunastro (eliminazione di urea attraverso la cute);
  • letargia, cefalea, disorientamento, disturbi del sonno;
  • crampi muscolari, parestesie, formicolii alle estremità.

Diagnosi di insufficienza renale

La diagnosi di insufficienza renale può essere determinata attraverso:

  • esame urine (aumento pH, proteinuria, ematuria, glicosuria);
  • esami ematici per la funzionalità renale che mostreranno ipercreatininemia (creatininemia maggiore di 5 mg/dL) e iperazotemia (azotemia maggiore di 100 mg/dL);
  • ecografia renale e addominale;
  • scintigrafia;
  • urografia, ecc.

Prognosi e reversibilità dell’insufficienza renale sono strettamente correlate alla causa e all’eventuale comorbilità dello stato patologico.

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