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Patologia

Edema Polmonare Acuto

di Sara Di Santo

L’edema polmonare acuto (EPA) è una grave condizione determinata dall’accumulo di liquido nel tessuto interstiziale e negli alveoli polmonari che riduce drasticamente la capacità di scambio dei gas respiratori e rende estremamente difficoltosa la respirazione. Può avere origini cardiogene o non cardiogene e il paziente con EPA diventa rapidamente dispnoico, ortopnoico, cianotico e tossisce espettorato schiumoso con tracce di sangue (emottisi).

Edema Polmonare Acuto nello specifico: Eziologia, segni e sintomi

Paziente con ossigenoterapia

L’Edema Polmonare Acuto può avere origine in seguito a disfunzioni cardiache oppure in seguito a problemi non cardiaci, come possono essere un sovraccarico di liquidi, una sepsi, un’overdose da oppiacei, l’inalazione di gas nocivi ed altri.

L’edema polmonare vede la fuoriuscita dei fluidi dal sistema capillare dei polmoni verso gli spazi interstiziali, prima, e verso le cavità di bronchioli ed alveoli, poi.

Gli alveoli, in stretto contatto con i capillari polmonari, sono i protagonisti dello scambio gassoso ossigeno-anidride carbonica e nel momento in cui si trovano invasi da liquidi non riescono più a svolgere la loro fondamentale funzione.

Il passaggio di liquido dai capillari verso lo spazio interstiziale e gli alveoli può avvenire attraverso due processi:

  • trasudazione: l’aumento della pressione all’interno dei vasi sanguigni provoca la fuoriuscita di liquido (trasudato) senza che la parete vasale subisca danni strutturali;
  • essudazione: un processo infiammatorio compromette la parete vasale al punto da provocare una lesione attraverso la quale fuoriesce un liquido più composito rispetto al trasudato: l’essudato, infatti, contiene cellule ematiche e proteine plasmatiche.

Quando si parla di edema polmonare in base all’eziologia si distingue fra:

  • edema polmonare cardiogeno: trae origine da un’anomalia cardiaca;
  • edema polmonare non cardiogeno: dipendente da motivi extra-cardiaci.

Tra le cause cardiache si possono ascrivere, ad esempio:

  • infarto miocardico acuto;
  • cardiopatia ischemica;
  • cardiopatie congenite;
  • tachiaritmie (ad es. fibrillazione atriale parossistica, tachicardia parossistica sopra-ventricolare, ecc.);
  • cardiopatia ipertensiva;
  • endocardite;
  • miocardite;
  • valvulopatie ecc.

Tra le cause extra-cardiache di edema polmonare troviamo:

  • sindrome da distress respiratorio dell’adulto;
  • infezioni/sepsi;
  • politraumi;
  • shock;
  • overdose di stupefacenti;
  • embolia polmonare;
  • ab ingestis;
  • pancreatite acuta;
  • inalazione di sostanze tossiche;
  • intossicazione da ossigeno ecc.

Per quanto riguarda le manifestazioni cliniche l’edema polmonare si contraddistingue per segni e sintomi quali, ad esempio:

  • dispnea acuta ad insorgenza improvvisa e che persiste anche in posizione sdraiata (ortopnea);
  • tosse con probabile espettorazione di escreato schiumoso e rosato;
  • astenia;
  • pallore o cianosi cutanea;
  • diaforesi algida;
  • cardiopalmo e ipertensione;
  • aumento di frequenza cardiaca e frequenza respiratoria;
  • stato di ansia;
  • rantoli crepitanti all’auscultazione toracica ecc.

La presenza di questi dati clinici deve essere supportata da specifiche indagini diagnostiche al fine di giungere alla diagnosi di edema polmonare, in particolare:

  • RX-torace: permette di distinguere tra un edema polmonare interstiziale ed uno polmonare, di valutare l’aumento delle dimensioni dell’ombra cardiaca e di individuare il versamento pleurico;
  • ECG: è utile per capire se all’origine dell’edema polmonare ci sono disfunzioni cardiache;
  • Emogasanalisi arteriosa: necessaria per stabilire un’insufficienza respiratoria o una condizione di acidosi respiratoria ecc.

Quella di edema polmonare è una condizione clinica molto seria che annovera un’elevata mortalità; la sua prognosi dipende rigorosamente da:

  • rapidità d’intervento nella risoluzione della causa scatenante;
  • gravità della patologia scatenante;
  • età e condizioni generali del paziente;
  • presenza di comorbilità.

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