infermieri

Ostruzione delle vie aeree, le manovre salvavita

di Mauro Salvato

Emergenza Urgenza

    Precedente Successivo

L’ostruzione delle vie aeree è un evento raro nell’adulto, solitamente testimoniato, e nella maggior parte dei casi risolvibile in un intervento precoce. Per quanto riguarda i bambini, invece, i dati epidemiologici ci mostrano che, in tutto il mondo, gli episodi sono maggiormente frequenti e che un’ottima preparazione su come agire è fondamentale per evitare la morte o conseguenziali danni anossici. In Italia, ogni anno, circa 450 bambini vengono colpiti da ostruzione delle vie aeree, 30 dei quali va incontro a morte per complicanze o perché non sono state eseguite le giuste manovre di disostruzione.

Ostruzione delle vie aeree parziale e completa

ostruzione delle vie aeree

Ostruzione delle vie aeree

L’età in cui accade più spesso questo spiacevole evento è tra 6 mesi e 2 anni e la causa principale è l’inalazione di corpi estranei (65% cibo, 20% giocattoli, 15% altro).

Altri aspetti eziologici possono essere:

  • Infezioni della trachea, dell’epiglottide o laringee
  • Caduta della lingua in paziente incosciente
  • Neoplasie
  • Esposizione ad allergeni
  • Traumi
  • Apnea ostruttiva (durante il sonno)

L’ostruzione delle vie aeree consiste nell’improvviso restringimento, fino all’ostruzione completa, del lume delle vie aeree superiori con conseguente ipossia. Bisogna, innanzitutto, fare una distinzione tra due tipi di ostruzioni:

Parziale caratterizzata da:

  • Tosse efficace
  • Pianto o capacità di rispondere alle domande
  • Stato di coscienza conservato

Completa caratterizzata da:

  • Tosse inefficace
  • Incapacità a parlare
  • Cianosi
  • Deterioramento dello stato di coscienza

Manovre di disostruzione delle vie aere da corpo estraneo in persona cosciente

La tosse è il meccanismo di difesa più efficace che il nostro organismo mette in atto sin da subito; risulta essere la prima manovra da effettuare nelle ostruzioni parziali incoraggiando la vittima a tossire con insistenza, consentendogli di mantenere la posizione che preferisce e monitorando continuamente le condizioni cliniche.

Se la situazione non migliora iniziare con i colpi interscapolari (5 colpi), che dal dorso vanno verso l’alto e verso l’esterno colpendo col palmo di una mano in maniera vigorosa.

Colpi interscapolari nel lattante:

Posizionarlo in posizione prona sull’avambraccio

  1. Posizionare a sua volta l’avambraccio sulla coscia dello stesso lato (il soccorritore è seduto)
  2. Con la mano assicurare il capo della vittima fissando la mandibola tra pollice e indice posizionati a “C”
  3. Disporre la testa della vittima in posizione più declive possibile rispetto al tronco
  4. Con l’altra mano iniziare i 5 colpi interscapolari con via di fuga laterale

Colpi interscapolari nel bambino: La sequenza dal punto 3 al 5 è la stessa di quella del lattante, cambiano le prime 2:

  1. Posizionarsi con un ginocchio a terra e l’altra gamba tenerla a 90°
  2. Posizionare il bambino prono sulla coscia del soccorritore

Colpi interscapolari nell’adulto:

  1. Posizionarsi, in piedi, al fianco della vittima
  2. Sostenere il torace con una mano
  3. Far sporgere la vittima in avanti
  4. Dare 5 colpi interscapolari con fuga laterale e verso l’alto
  5. Se i 5 colpi non riescono a risolvere il problema, nel lattante passare direttamente alle compressioni toraciche, mentre nel bambino e nell’adulto bisogna effettuare 5 compressioni addominali, la cosiddetta manovra di Heimlich:
  6. Posizionarsi in piedi dietro la vittima
  7. Circondare la parte superiore dell’addome con entrambe le braccia,
  8. Piegare la vittima in avanti
  9. Posizionare la mano stretta a pugno con l’altra mano e comprimere bruscamente verso l’interno e dal basso verso l’alto (ripetere per 5 volte).
  10. Se la situazione non migliora continuare ad alternare i colpi interscapolari con le compressioni addominali.
  11. Se la vittima diventa incosciente bisogna posizionarla a terra e attivare immediatamente il servizio di Emergenza Sanitaria; poi iniziare le compressioni toraciche seguendo le manovre del BLS o PBLS.
  12. Rivalutazione: se le manovre di disostruzione hanno avuto successo occorre rivalutare le condizioni cliniche della vittima (è possibile che parti dell’oggetto inalato siano rimaste nell’albero respiratorio). È opportuno, quindi, portare comunque la vittima in ospedale sia per valutare le conseguenze delle manovre sia per controllare che non siano presenti altre parti del corpo estraneo nell’apparato respiratorio. Se le manovre di disostruzione non hanno avuto successo bisogna allertare immediatamente il soccorso avanzato, continuando ad alternare i colpi interscapolari alle compressioni addominali

Formazione:

Le manovre sopra descritte vengono acquisite, da infermieri e non, mediante il corso di formazione BLS-D (per l’adulto) e PBLS-D (per il lattante e il bambino), certificato e riconosciuto, come previsto dalle normative vigenti in materia.

Ritorna al sommario del dossier Emergenza Urgenza

Commento (0)