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Emergenza-Urgenza

Italia in ritardo sulla geolocalizzazione chiamate 118

di Giacomo Sebastiano Canova

Extraospedaliera

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L’obiettivo primario di chi risponde alle chiamate di soccorso che giungono al 118 è la geolocalizzazione, ovvero localizzare il più precisamente possibile il luogo dove serve l’ambulanza. Al momento questo processo non avviene automaticamente, ma utilizzando alcune applicazioni esterne. Tuttavia, la copertura sul territorio nazionale non è completa e molta strada deve essere ancora fatta in questo senso.

Vantaggi sistemi automatici di geolocalizzazione per emergenze sanitarie

Ormai tutti conoscono i numeri da comporre nel caso in cui si necessiti di un’ambulanza: 118 o, nelle regioni dov’è già attivo, il 112.

Tuttavia, uno degli scogli maggiori da superare per chi risponde alle chiamate di soccorso è localizzare con sufficiente precisione il luogo dell’evento ove indirizzare i mezzi più idonei nel giusto tempo.

È proprio in questa fase che talvolta si ha più difficoltà, vuoi perché l’utente dia per scontato che l’infermiere di centrale operativa sappia da dove stia chiamando oppure perché proprio non sa riferire dove si trovi con esattezza.

In questa fase, adottare un sistema automatico di geolocalizzazione permetterebbe la riduzione dei tempi della chiamata, garantendo in questo modo una risposta più rapida e una comunicazione tempestiva delle istruzioni pre-arrivo in caso di eventi che richiedano l’intervento attivo degli astanti.

Ad esempio, i tempi per l’inizio della rianimazione cardiopolmonare potrebbero ridursi considerevolmente, garantendo in questo modo migliori outcome di sopravvivenza.

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Prima di addentrarci nei diversi sistemi di geolocalizzazione è necessaria una doverosa premessa: tutte queste problematiche (probabilmente) non si verificherebbero se l'Italia avesse applicato la direttiva UE recepita da un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 12 novembre 2009.

Applicazioni in dotazione alle Centrali Operative italiane

Per ovviare a questa mancanza sono a disposizione in aiuto del 118 alcune applicazioni che permettono di localizzare con precisione dove si trovi la persona che chiede soccorso.

La prima, che può essere usata anche senza connessione dati, si chiama “112 Where Are You” ed è l'app ufficiale del NUE 112. Disponibile per Android, iOS e Windows, l'app consente di inoltrare una richiesta di aiuto alla centrale NUE 112 di competenza corredata dai dati sulla localizzazione, utilizzando la tecnologia AML.

L'unica pecca è che la sua diffusione è legata a quella del servizio, per cui Lombardia, provincia di Roma con prefisso 06, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Trento, Bolzano e in alcune aree della Sicilia, ricoprendo così circa il 43% della popolazione italiana.

Oltre all’opportunità di geolocalizzazione, le funzionalità sono molteplici:

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posizione con Whatsapp

  • Mette a disposizione degli operatori i numeri ICE (In Case of Emergency), ovvero i contatti da chiamare in caso di necessità
  • Consente di effettuare chiamate mute, utili in casi di un'emergenza in cui il chiamante non può parlare
  • Permette di selezionare manualmente il tipo di servizio di cui si ha bisogno (ambulanza, vigili del fuoco o forze dell'ordine)

Se invece si ha la possibilità di accedere a Internet i metodi per localizzare una chiamata di soccorso sempre e ovunque sono tanti: da Google Maps, con cui si può condividere a tempo indeterminato la propria posizione, alle varie chat come WhatsApp e Facebook Messenger.

In molte centrali operative è presente un cellulare in uso al personale in servizio che, una volta salvato il contatto di chi chiama, può essere utile per farsi inviare la posizione attraverso questi sistemi.

Infine, l’ultimo metodo di localizzazione si chiama Sms Locator, un sistema che invia un sms con un link da cliccare e inoltra immediatamente le coordinate ai soccorritori.

Questa tecnologia è in dotazione al soccorso alpino e ad alcune centrali del 118.

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