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Emergenza-Urgenza

Extraospedaliera: metodo SBAR e competenze avanzate

di Silvia Ancona

Extraospedaliera

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La preparazione specifica, l'esperienza, la professionalità e l'elasticità mentale fanno dell'infermiere di area critica un professionista qualificato e competente in grado di agire nei confronti di un problema non solo inquadrandolo bensì sviluppando le capacità necessarie a comprenderlo e risolverlo. Ma come valorizzare le competenze infermieristiche avanzate nel soccorso extraospedaliero? L'utilizzo del metodo SBAR per il passaggio delle informazione fra operatori può essere una soluzione, così come descritto da una ricerca condotta da alcuni infermieri dell'Asl di Cuneo.

Competenze avanzate nel soccorso extraospedaliero: il ruolo dell'infermiere

L'infermiere di area critica è un professionista differente da altri, non solo per il titolo acquisito ma anche per una serie di caratteristiche fondamentali da possedere per ricoprire quel ruolo. Fra queste:

Essendo quello dell'emergenza - urgenza un ambito che richiede un'ampia formazione, ruolo dell'infermiere di area critica è quello di tenersi aggiornato continuamente acquisendo competenze cliniche avanzate e capacità che gli permettano di fornire prestazioni infermieristiche competenti.

Fra le diverse definizioni di competenza avanzata, una la inquadra come la capacità di un soggetto già esperto di agire nei confronti di un problema non solo utilizzando in modo produttivo le proprie esperienze pregresse ma progettando, negoziando e realizzando nuove soluzioni (Faiella, 2015).

Pertanto diventare un infermiere con competenze avanzate non solo significa porsi di fronte ad un problema inquadrando la situazione da affrontare, ma sviluppare la capacità di comprensione e di risoluzione dello stesso.

L'infermiere nell'emergenza extraospedaliera con competenze avanzate è un professionista altamente qualificato sottoposto, ogni giorno, ad un'alta fonte di stress a causa dello sforzo fisico, della gravità delle scelte richieste da cui dipende la sopravvivenza dell'utente, delle difficoltà lavorative, della valutazione della realtà e dell'elevato rischio per il paziente.

L'infermiere di Centrale Operativa che esegue il triage infermieristico nell'area dell'emergenza - urgenza, ad esempio, ogni giorno basa il suo agire su diverse competenze legate al ragionamento clinico, alla riflessione critica, all'esperienza pratica e al suo stile personale. Il punto cardine del suo agire è lo stile comunicativo infatti attraverso le interviste telefoniche con gli utenti egli deve ricavare tutte le informazioni utili a garantire un soccorso tempestivo ed efficiente.

Lo stile comunicativo e quindi anche la capacità di trasmettere in modo efficace i dati in possesso ad altri operatori è un qualcosa di fondamentale in tutti i settori e fra tutti gli operatori sanitari. Nell'area critica in modo particolare in quanto un corretto o un inesatto passaggio di informazioni può avere ricadute importanti sulla cura del paziente.

Avere un modello standardizzato per il passaggio dei dati potrebbe migliorare l'efficacia e l'efficienza degli interventi. La soluzione pertanto potrebbe ricadere nell'adozione del metodo SBAR anche nell'area dell'emergenza, la sua introduzione infatti potrebbe favorire una trasmissione di informazioni in maniera semplice, completa e rapida.

Metodo SBAR e valorizzazione del ruolo dell'infermiere: la ricerca

Una ricerca condotta da 6 infermieri dell'Asl di Cuneo (S. Borrelli, A.P. Contartese, V. Crudo, R. Ficara, S. Panebianco, C. Zunino) è andata a descrivere la percezione degli infermieri del 118 rispetto all'utilizzo delle competenze infermieristiche avanzate nel passaggio di informazioni con il metodo SBAR nel soccorso extraospedaliero.

Lo studio si è basato sulla somministrazione di un questionario nel mese di marzo 2016 rivolto agli infermieri del 118 e volto ad indagare la comunicazione e le strategie valorizzanti l'implementazione della competenza infermieristica nell'area extraospedaliera. I risultati della ricerca hanno evidenziato che la maggior parte degli infermieri ritiene fondamentale la comunicazione per il miglioramento degli esiti clinici, organizzativi e professionali.

Inoltre è emerso come il metodo SBAR sia poco conosciuto dagli infermieri, difatti solo il 17% dei 41 infermieri che hanno compilato il questionario ha riferito di conoscerlo. Nonostante questo dato, il 90% dichiara però di essere interessato a frequentare un corso sul metodo SBAR in quanto consapevole che possa condurre ad un più efficace passaggio di informazioni tra gli operatori.

Nella percezione degli infermieri, fra tutte le strategie favorenti od ostacolanti l'implementazione delle competenze avanzate infermieristiche e la valorizzazione dell'infermiere competente nel passaggio delle informazioni con il metodo SBAR, quelle più votate sono state:

Strategie favorenti Strategie ostacolanti
  • Accountability dell'attività infermieristica
  • Carenza risorse umane
  • Adesione della procedura del metodo da parte degli infermieri
  • Carenza di risorse economiche
  • Riconoscimento della formazione infermieristica post laurea
  • Carico eccessivo di lavoro
  • Adesione della procedura del metodo da parte dei medici
  • Non fiducia nella formazione dell'infermiere

Dall'indagine condotta gli autori hanno potuto trarre due conclusioni in particolare:

  • la prima relativa al sistema D.R.G.: non prevedendo modalità valutative delle attività infermieristiche tale sistema impedisce la valorizzazione e la corretta contabilizzazione.
    Dovrebbe essere previsto uno strumento che monetizzi l'attività di competenza avanzata che ricordi il nomenclatore tariffario delle prestazioni infermieristiche previsto dal Consiglio Nazionale della Fnopi il quale, nel suo specifico, regola i rapporti tra infermiere libero professionista e cliente
  • la seconda relativa alla consulenza infermieristica informale: è considerata una prassi consolidata tra gli infermieri i quali vedono nel confronto con i colleghi un momento di crescita professionale.
    I coordinatori infermieristici dovrebbero informare la direzione sanitaria dello svolgersi di questa pratica consolidata nel quotidiano al fine di avviare un processo di ufficializzazione

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