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Emergenza-Urgenza

Danno a carico del capo, il trauma cranico

di Mauro Salvato

Extraospedaliera

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Per trauma cranico si intende un danno causato da un evento fisico di tipo meccanico che coinvolge un qualsiasi distretto cranio-encefalico. Il trauma cranico, va sottolineato, non è necessariamente sinonimo di danno al cervello, ma può esitare in fratture delle ossa del cranio o in complicanze a carico di organi endocranici.

Epidemiologia del trauma cranico

Il trauma cranico rappresenta un importante problema di salute pubblica. I gruppi di età maggiormente a rischio sono i bambini fino ai 9 anni e gli ultraottantenni.

In più della metà dei casi il trauma è legato ad incidenti stradali nonostante l’obbligo di utilizzo di sistemi di protezione del capo.

Nel mondo intero si verifica un trauma cranico ogni 15 secondi e ogni 12 minuti causa la morte di una persona. In Italia vengono ricoverate, per trauma cranico, circa 250 persone ogni 100.000 abitanti con una mortalità di 17 casi per 100.000 abitanti.

Successivamente al trauma cranico si può avere una transitoria perdita di coscienza, nota come commozione cerebrale - che non è quasi mai legata a un danno anatomico dell’encefalo - causando una sospensione solo temporanea delle sue funzioni.

È caratterizzata da una fugace perdita della consapevolezza di sé e dell’ambiente esterno, lieve stato confusionale, amnesia retrograda (il soggetto non ricorda l’evento traumatico), cefalea, sonnolenza e acufeni.

Trauma cranico e sue classificazioni

In relazione all’occorrenza o meno di commozione cerebrale, i traumi cranici possono essere classificati come commotivi oppure non commotivi.

Classificazione trauma cranico Descrizione
In base alla sua entità
  • Lieve
  • Moderato
  • Grave
Trauma cranico chiuso Assenza di apertura della scatola cranica
Trauma cranico aperto Fuoriuscita di materiale cerebrale

Assistenza al paziente con trauma cranico

I passaggi sequenziali da mettere in atto per garantire la salvaguardia della salute del paziente con trauma cranico sono i seguenti:

  • Valutare lo stato di coscienza
  • Immobilizzare il rachide cervicale
  • Garantire e mantenere la pervietà delle vie aeree
  • Garantire l’attività respiratoria
  • Sostenere il circolo
  • Fermare eventuali emorragie da ferite aperte
  • Valutare lo stato neurologico

In questa valutazione gioca un ruolo fondamentale la Glasgow Coma Scale (GCS), largamente usata in tutto il mondo soprattutto in relazione al trauma cranico, che consente una rapida e precisa definizione della condizione del paziente, valutando lo stato di coscienza combinando le risposte oculari, verbali e motorie.

Trauma cranico, quando rivolgersi ad un medico o al Pronto soccorso

Considerando i traumi cranici lievi e moderati non commotivi che non presentano vomito e cefalea con soggetto sveglio e reattivo è opportuno solo tenerlo sotto controllo (anche a domicilio) per almeno 24 ore.

In caso di rauma cranico commotivo o grave, invece, è sempre consigliato un consulto medico.

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Commenti (2)

alberto167

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1 commenti

trauma cranico encefalico

#2

ho notato questo commento e non ho potuto fare a meno di commentare poiché accuso gli stessi sintomi da qualche anno,facendo diverse tac che non riscontrano nulla,ma ho questi dolori proprio nel punto del trauma….cosa posso fare?

Giuseppe9.9

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1 commenti

Trauma cranico encefalico

#1

Ciao, un anno fa sono svenuto per un mancamento d'aria, cadendo ho sbattuto la testa molto forte "si era sentito il botto con tutto ciò che la stanza in cui mi trovavo era molto affollata" aah sono caduto di spalle. Comunque, facendo la tac per fortuna non è uscito nulla.. però quasi tutti i giorni da un anno mi vengono dei dolori forti proprio in quel punto. A volte faccio fatica anche appoggiando la testa sul cuscino. Sapete rispondermi? Dagli esami non risulta nulla.
Grazie in anticipo.