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Emergenza-Urgenza

Sicurezza in ambulanza degli operatori del soccorso

di Giacomo Sebastiano Canova

Extraospedaliera

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L’emergenza extraospedaliera possiede delle peculiarità, tra le quali l’uscire dagli ambienti e modalità usuali di lavoro per prestare soccorso al di fuori dell’ospedale. Questa attività comporta dei rischi maggiori in quanto il trasporto del paziente viene effettuato tramite un mezzo di soccorso che percorre strade talvolta trafficate oppure ad alto scorrimento, in condizioni metereologiche spesso non ottimali. Questo espone l’équipe di soccorso e il paziente a dei rischi che devono essere previsti e per i quali è necessario proteggersi.

Raccomandazione ministeriale sulla sicurezza in ambulanza

In ambito di sicurezza in ambulanza è intervenuto il Ministero della Salute che, con la Raccomandazione 11 del 2010 - Morte o grave danno conseguenti ad un malfunzionamento del sistema di trasporto intraospedaliero ed extraospedaliero, sancisce alcuni punti fermi per quanto concerne questa particolare attività.

Questa raccomandazione si rivolge a tutti gli operatori coinvolti in tutte le tipologie di trasporto: primario (ovvero di soccorso), secondario (trasferimento di un paziente, urgente o non urgente) e neonatale.

Entrando nel merito della Raccomandazione ministeriale, la stessa afferma come al fine di prevenire e mitigare i danni dovuti al malfunzionamento del sistema di trasporto le organizzazioni sanitarie debbano prendere in considerazione quattro fattori:

  1. La predisposizione e l’adozione di linee guida, regolamenti e protocolli per il trasporto in emergenza e di quello ordinario dei pazienti, in quanto l’adozione di questi strumenti consente all’organizzazione sanitaria di assicurare il massimo grado di appropriatezza clinica ed organizzativa degli interventi, riducendo la componente di variabilità nelle decisioni legata alla soggettività che in taluni casi può rappresentare un difetto nelle strategie assistenziali
  2. La formazione e l’addestramento del personale addetto al trasporto di pazienti, in quanto un’adeguata formazione riduce i rischi e le complicanze del paziente, aumentando la qualità delle prestazioni erogate. In particolare, le organizzazioni sanitarie devono organizzare corsi di formazione specifici per le diverse figure coinvolte nel trasporto dei pazienti in emergenza e programmato, cui deve seguire una periodica verifica delle competenze 
  3. L’idoneità, l’utilizzo in sicurezza e la manutenzione dei mezzi di trasporto, ovvero la necessità di assicurare l’idoneità dei mezzi di trasporto, anche in relazione a quanto previsto dalla normativa in materia e in particolare dei mezzi utilizzati dal Sistema di emergenza territoriale 118 e dalle strutture sanitarie per il trasporto dei pazienti critici. Il sistema di ancoraggio del paziente e del materiale, la chiusura in sicurezza del portellone e il sistema di illuminazione devono essere conformi agli standard europei. In particolare, la normativa vigente prevede che tutto il materiale a bordo delle ambulanze venga vincolato per resistere a sollecitazioni di 10G. Per quanto riguarda il paziente, esso va assicurato alla barella come da indicazioni del costruttore con le tre (o due) cinture previste (sottoascellare, bacino e gambe) oppure con le cinture con attacco ad H. Nel caso in cui sia stato prestato soccorso a un paziente politraumatizzato e si sia resa necessaria la sua immobilizzazione, tutti i presidi utilizzati vanno fissati alla barella come da indicazione del costruttore o utilizzando la cintura gambe per garantire che spinale, cucchiaio o depressione non si dislochino dalla barella in caso di brusca frenata o accelerazione, col rischio in quest’ultimo caso che il paziente possa essere eiettato dalle porte posteriori. Gli stessi concetti valgono anche qualora il paziente trasportato sia di piccole dimensioni (pediatrico, bambino o neonato): in questa eventualità devono essere utilizzati gli idonei strumenti di imbraco che lo vincolino alla barella durante tutte le fasi di trasporto.
  4. Il sistema di comunicazione, in quanto va promosso all’interno dell’équipe di soccorso un clima collaborativo che possa assicurare la sicurezza di tutti. Mentre ci si reca in un intervento, ad esempio, è fondamentale che l’infermiere che siede di fianco all’autista lo aiuti segnalando tempestivamente pericoli oppure indicandogli la strada da percorrere, riducendo al minimo le distrazioni durante la guida

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