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FNOPI

Fnopi: al via gli Stati generali della professione

di Massimo Canorro

Si sono aperti gli Stati generali della professione infermieristica mediante una consultazione pubblica rivolta a tutti i 456mila infermieri italiani, che saranno chiamati ad esprimere la propria posizione sulle tematiche più rilevanti per la professione, che gli Ordini provinciali analizzeranno e metteranno a sistema. Una proposta concreta per il paese che diventerà il perno delle richieste e del confronto con le istituzioni e la classe politica, spiega la Fnopi con una nota.

Stati generali della Fnopi: online il portale per la consultazione

Si sta calpestando la nostra dignità. La politica dia risposte agli infermieri ora. E, ancora, basta pacche sulle spalle. Così la lettera aperta che, alcune settimane fa, la Fnopi aveva inviato a Governo, Parlamento, istituzioni e Regioni. Da oggi è online il portale per la consultazione degli iscritti all'albo, prima fase degli Stati generali della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche. Sarà una consultazione pubblica rivolta a tutti i 456mila infermieri italiani, chiamati ad esprimere la propria posizione in merito ai temi più rilevanti per la professione:

  • identità professionale
  • organizzazione
  • formazione

che gli Ordini provinciali analizzeranno e metteranno a sistema assieme al Comitato centrale della Federazione dal 2 maggio (termine ultimo per questa fase). Saranno quindi elaborati una serie di primi posizionamenti provvisori, successivamente sottoposti a confronto con tutti gli organi consultivi della Fnopi (dal 12 maggio al 15 settembre) e infine con gli stakeholder esterni, istituzioni e politica (entro ottobre). 

Una risposta unitaria, indipendente da appartenenze sindacali e partitiche, da ruoli e posizioni

Questo, dunque, il quadro che gli Stati generali della professione infermieristica – nati dalla volontà dei 102 presidenti degli ordini provinciali degli infermieri, a sostegno della proposta del Comitato centrale Fnopi – intendono dipingere. Ma nessun astrattismo. Poiché già nel passaggio finale della lettera aperta, la Fnopi parlava dell’intenzione di coagulare una risposta unitaria, indipendente da appartenenze sindacali e partitiche, da ruoli e posizioni, dichiarandosi pronta a far sì che 456mila infermieri chiedano conto di tutto ciò che non è stato fatto. Ed ecco la proposta tangibile, che diventerà il perno delle richieste – e quindi del confronto – con le istituzioni e la classe politica, affinché non si penalizzi più nessun protagonista del Ssn e che replichi (finalmente in modo esaustivo, precisa la Fnopi, segno che la misura è colma) alle necessità di salute e assistenza delle persone.

Spiega Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi: Occorre una ferma presa di posizione. Abbiamo sempre mantenuto un dialogo serio e pacato per dovere istituzionale. Lo scorso 28 gennaio è andato in scena lo sciopero nazionale proclamato dal Nursind che non ha trovato d’accordo la Fials (Noi non andremo in piazza). Va da sé che la Fnopi non possa seguire questa strada. Non possiamo incrociare le braccia – continua Mangiacavalli – ma vogliamo e dobbiamo guidare il cambiamento dell’attuale sistema e intendiamo farlo attraverso modalità differenti da quelle tipiche delle rivendicazioni di piazza, ma basate su una ferma e forte volontà di proporre una dialettica istituzionale concreta ed efficace.

Quindi ha concluso: Il momento è cruciale, le scelte della politica di oggi avranno ripercussioni almeno per i prossimi 20 anni. Questo gli infermieri lo sanno ed è bene che ne prendano coscienza anche le istituzioni direttamente dalla voce di 456mila infermieri italiani per tramite della Federazione e di tutti gli Opi provinciali. Il Consiglio nazionale della Fnopi si riunitosi il 26 febbraio ha condividere con l’intera comunità infermieristica i dettagli operativi del percorso di consultazione allargata, avviato con l’apertura ufficiale degli Stati generali. La Federazione ritiene che senza scelte chiare e un altrettanto nitido cambio di rotta si fa morire una professione e con lei un intero sistema sanitario nazionale – così si impedisce il ritorno degli infermieri formati in Italia e valorizzati all’estero, si ignorano il dolore e l’impegno di centinaia di migliaia di vite, si tradisce la fiducia dei cittadini – ed è altrettanto convinta che alle promesse devono far seguito fatti concreti. Sicura che gli Stati generali ne sono (e ne saranno) i perni di orientamento.

Giornalista

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