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Impronte digitali contro i furbetti del cartellino

di Leila Ben Salah

Impronte digitali al posto del cartellino per combattere i furbetti della pubblica amministrazione. L’idea della neoministra Giulia Bongiorno piace poco ai sindacati, ma di fatto è già una realtà all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno e al Cardarelli di Napoli.

Al Ruggi d’Aragona di Salerno e al Cardarelli di Napoli il sistema biometrico è già in funzione

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Furbetti del cartellino sorpresi dalla Guardia di Finanza a Cosenza

La neoministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha proposto una legge per combattere i furbetti del cartellino, che prevede l’utilizzo delle impronte digitali e di altri rilevatori biometrici per evitare gli abusi di chi striscia il cartellino per i colleghi.

Questa ipotesi è stata accolta con delusione dai sindacati. Ignazio Ganga, segretario Cisl per il pubblico impiego, commenta: “Come prime parole della nuova ministra ci aspettavamo un segnale di conforto per tutti quei lavoratori pubblici che ogni mattina arrivano in ufficio, timbrano il cartellino e fanno il loro lavoro”. Dello stesso avviso Antonio Foccillo, Uil: “Si segue la stessa scia dei governi precedenti, partendo subito contro coloro che rappresentano appena lo 0,2-0,3% dei lavoratori pubblici”.

Ma la neoministra non si è inventata nulla di nuovo. Le impronte digitali sono una realtà già all’ospedale Ruggi d’Aragona, di Salerno, dove il sistema funziona dal gennaio 2017. Ma anche al Cardarelli di Napoli le presenze vengono rilevate con le impronte digitali dal gennaio scorso.

Giornalista

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