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Infermiera

Condannata con il compagno per la truffa dei tamponi falsi

di Redazione

Due anni e mezzo per D.D., finto medico e due anni per M.I., infermiera. Sono le condanne per i truffatori dei falsi tamponi per la diagnosi di Covid-19 arrestati nell'ottobre scorso a Civitavecchia e ieri alla sbarra per il processo con giudizio immediato svoltosi nell'aula del tribunale della città. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, i due avevano organizzato una truffa collaudata: lei rubava i tamponi in ospedale e lui li eseguiva a un gran numero di persone tra Civitavecchia e Roma, a pagamento. Le loro condanne si riferiscono solo ad una parte dei falsi tamponi eseguiti dalla coppia (14 casi accertati dai carabinieri), perché la magistratura non ha ancora chiuso l'intera inchiesta.

Truffa dei tamponi falsi, infermiera condannata a due anni a Civitavecchia

Il finto medico e l’infermiera sono stati giudicati con rito abbreviato dal tribunale di Civitavecchia, che li ha riconosciuti colpevoli di falso, sostituzione di persona e peculato.

Civitavecchia, condannati i truffatori dei falsi tamponi: un'infermiera e il compagno che si fingeva medico

Per questo sono stati condannati a due anni e mezzo (il finto medico) e due anni (l'infermiera). Condanne pesanti, perché superiori anche a quella che è stata la richiesta del pubblico ministero Alessandro Gentile, che al termine della sua requisitoria aveva ipotizzato una pena a due anni e quattro mesi per l'uomo e a un anno ed undici mesi per la sua compagna.

Ma la procura non ha ancora chiuso l'intera inchiesta. Le condanne inflitte al falso medico e alla sua compagna infermiera riguardano solo una parte dei falsi tamponi eseguiti dai due. Quattordici per l'esattezza, ovvero quelli che sono stati accertati fìn da subito dai carabinieri.

La magistratura inquirente, una volta acquisita la certezza, ha quindi deciso di richiedere il processo per giudizio immediato per i quattordici casi accertati, convinta di avere in mano prove schiaccianti per ottenere la condanna della coppia per falso, sostituzione di persone e peculato. E l'ha ottenuta con la sentenza emessa ieri dal gup Francesco Filocamo.

Ma i casi dei falsi tamponi, riporta il Messaggero, potrebbero essere molti di più. Gli inquirenti infatti sono tutt'ora alla ricerca di altre persone che sarebbero state sottoposte ai test organizzati dalla coppia. Al momento i carabinieri ne avrebbero scovate almeno altre settanta, ma il numero sembra destinato ad aumentare ancora. Cosi come sembra destinata ad estendersi l'area geografica in cui i due hanno agito. Inizialmente tra Civitavecchia e Roma, ma ora c'è il sospetto che potrebbero aver "sconfinato" anche su altri centri.

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