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Attualità Infermieri

L'Orbe del Re nelle mani di un'infermiera

di Monica Vaccaretti

L'incoronazione di Carlo d'Inghilterra, lo scorso 6 maggio, è stato un evento planetario cui ha assistito circa la metà della popolazione mondiale. Quattro miliardi di persone vi hanno partecipato da ogni angolo del globo terraqueo, oltre ai duemila invitati che hanno riempito l'abbazia anglicana di Westminster, a Londra. Tra i royal occidentali ed orientali, i presidenti della Repubblica e le star internazionali, sedevano anche i sudditi inglesi. Nella piazza di fronte a Buckingham Palace è stata allestita una grande tribuna d'onore, come è consuetudine nelle parate militari e nelle feste nazionali in ogni Paese, per ospitare i rappresentanti del NHS, il Servizio Sanitario del Regno Unito. È stato un riconoscimento da parte del re per l'encomiabile servizio svolto dagli infermieri e dai medici della nazione durante la pandemia di Covid-19. In tutto questo, l'Orbe del Re d'Inghilterra era nelle mani di un'infermiera.

Elisabeth Nneka Anionwu, l'infermiera che ha portato l'orbe a Carlo III

Elisabeth Nneka Anionwu, l'infermiera che ha portato l'Orbe nella processione reale all'incoronazione e a consegnarlo nelle mani di Carlo III

La solenne e fastosa cerimonia è stata celebrata secondo un rito millenario, nel rigoroso rispetto della tradizione anglosassone.

È stato un evento anacronistico ma fortemente identitario di un popolo e di una nazione che è stata impero sino a pochi secoli fa. Il suo potere si estendeva su tutti i mari, le colonie erano ovunque, il suo liberismo ha oltrepassato i confini britannici e la sua influenza geopolitica continua tutt'oggi.

La monarchia è una istituzione superata, alla Corona inglese resta una forma di rappresentanza simbolica.

Non tutti i sudditi, soprattutto quelli più giovani, si sentono rappresentati da questa monarchia costituzionale, come testimoniato dal principale movimento anti monarchico Republic che nel giorno dell'incoronazione ha protestato pacificamente sfilando lungo le vie di Londra con lo slogan #Notmyking. Non sono mancati gli arresti, anche se non disturbavano l'ordine pubblico.

Come gesto regale di inclusione per dimostrare il rispetto e la condivisione della diversità etnica, religiosa e culturale del suo popolo - la società del Regno Unito è melting pot - Carlo III ha voluto che tre donne nere avessero un ruolo significativamente importante nella cerimonia, oltre agli artisti di colore del coro Gospel. Che nero è soltanto uno dei colori belli della pelle degli esseri umani.

Mentre lo scettro è stato consegnato al Re dalla baronessa Floella Benjamin, originaria di Trinidad Tobago che siede alla Camera dei Lord, e l'atto di Riconoscimento è stato condotto dall'Arcivescovo di Canterbury insieme alla baronessa Valerie Amos - prima donna nera ad essere insignita dell'Ordine della Giarrettiera - è stata un'infermiera britannica, di origine nigeriana, a portare l'Orbe nella processione reale all'incoronazione e a consegnarlo nelle mani di Carlo III. Si tratta del globo crucigero che rappresenta l'autorità del sovrano sulla Terra, che dalla mano destra con cui l'accoglie lo passa poi in quella sinistra dopo essere stato incoronato.

È Elisabeth Nneka Anionwu, Dama Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico, una prestigiosa onorificienza che le è stata conferita nel 2001 Birthday Honors per i suoi servizi di assistenza infermieristica. Ha 76 anni, si è ritirata nel 2007. Nata a Birmingham nel 1947, da madre inglese e padre nigeriano - diventato diplomatico presso il Vaticano, che ha poi ritrovato da adulta – è stata abbandonata da bambina, come si legge nel libro delle sue memorie “Mixed Blessing from a Cambridge Union”, edite nel 2016.

Ha avuto un'infanzia difficile ed è stata vittima di violenza. Ha passato la giovinezza in un orfanotrofio, dove è rimasta affascinata da una “meravigliosa suora infermiera”. La scelta di diventare infermiera nasce in quegli anni solitari e tormentati dalle vicende familiari, ispirata a quattro anni dalla religiosa che l'aveva curata per un eczema in modo esperto e sensibile.

Inizia i suoi studi e la sua carriera come infermiera scolastica e visitatrice sanitaria nei sobborghi londinesi. Diventa tutor. Non si ferma qui. Diventa la prima infermiera specializzata in anemia falciforme e talassemia del Regno Unito nel 1979. Dopo gli studi negli Stati Uniti, apre il primo centro di consulenza sulla malattia nel distretto londinese di Brent. Oggi i centri britannici, gestiti da infermieri, su modello del Brent Center della Anionwu sono trenta.

Docente presso l'Institute of Child Health e l'University College London, è stata promossa a Senior Lecturer tenendo corsi specifici sulla talassemia ai membri del personale del National Health Service (NHS). È stata nominata preside della School of Adult Nursing Studies e dal 1998 è professore emerito di Infermieristica presso l'Università di West London dove ha creato il Mary Seacole Center for Nursing Practice, diventandone amministratrice e Life Patron. Dal 2004 è membro del Royal College of Nursing (RCN).

È oggi mecenate di molti enti di beneficienza, tra cui il Nigerian Nurses Charitable Association in UK e vicepresidente di Unite Community Practitioners and Health Visitors Association. È consigliere onorario del gruppo di consulenza strategica per neri e minoranze etniche dell'Ufficiale Infermieristico Capo dell'Inghilterra. È autrice di molte pubblicazioni su riviste specialistiche che trattano la materia in cui si è competente. Ha scritto opuscoli informativi per i familiari di pazienti affetti da anemia falciforme, per gli infermieri che se ne prendono cura e per la popolazione in generale.

Per la dedizione allo sviluppo dei servizi guidati dagli infermieri il suo nome è stato inserito nella Nursing times Nursing Hall of Fame. Per il suo importante contributo alla professione infermieristica, per la la ricerca e le campagne di informazione, le è stato conferito il dottorato in Scienze honoris causa presso l'Università di St. Andrews e la Birmingham City University nel 2019.

In riconoscimento della sua passione per l'assistenza infermieristica e della dedizione alla riduzione delle disuguaglianze sanitarie, le è stato assegnato anche il premio Lifetime Achievement Award al Pride of Britain Award. È un orgoglio britannico. È nella lista delle 100 donne della BBC. Nel 2022 è stata nominata membro dell'Ordine al Merito. Ha dedicato una buona parte della sua vita alla sua professione, sviluppando l'educazione e la leadership nell'assistenza infermieristica transculturale. Nel 2018, in occasione del 70° anniversario del NHS, Elisabeth Anionwu è stata inserita nella lista delle 70 infermiere ed ostetriche più influenti nella storia del Servizio Sanitario Nazionale.

La sua carriera, le sue onorificienze e il ruolo svolto nella cerimonia d'incoronazione le fanno onore, di riflesso brilla anche la professione che condividiamo con lei. Ha dato un enorme contributo alla salute e al benessere delle comunità multietniche del suo Paese, attraverso il patrimonio di conoscenze che ha acquisito e condiviso con la ricerca accademica e la pratica infermieristica.

Il suo instancabile lavoro ha toccato la vita di migliaia di persone, è questa la motivazione che ha accompagnato i suoi numerosi premi. È stata descritta come una ragazza nera cresciuta in un mondo di bianchi che è diventata un'attivista sanitaria di West London iniziando la sua vita in una casa di cura e di accoglienza.

Ogni nazione ha la sua storia e le persone che la abitano hanno consuetudini che altre genti possono considerare soltanto spettacolo e folclore popolare. Anche la professione infermieristica può essere diversa che altrove, con stipendi migliori e competenze più avanzate.

Il sistema anglosassone di esercitare la professione, che lì nasce, può essere più completo o offrire opportunità di crescita migliori. Oltremanica sembra esistere la meritocrazia, diversamente da qui. Tuttavia quello che ovunque fa la differenza è la dedizione che ogni professionista ci mette, è quanto si decide di investire nel lavoro, è quanta intuizione si unisce all'evidenza, è il tempo che si dedica alla ricerca e all'aggiornamento.

Non tutti vogliono o possono raggiungere i livelli delle tante Elizabeth Anionwu sparse per il mondo, ma mi piace pensare che ovunque siano ogni tanto qualcuno o qualcuna di noi diventa migliore e migliora la professione, crescendo con essa. E che ciascuno degli altri e delle altre faccia sempre bene la propria parte, facendosi onore anche senza onorificienze.

Nel racconto dell'incoronazione del secolo resta comunque il fatto che l'Orbe del Re d'Inghilterra era nelle mani di un'infermiera. Mani nobili, non per sangue e casata ma per quello che fanno. Ci vogliono mani piene di coraggio e nobiltà d'animo per consegnare ad un re il simbolo del suo potere e del suo servizio verso gli altri, così come ci vogliono le stesse mani per accudire ogni semplice uomo, tutti i giorni e lontano dalla mondovisione.

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