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Infermieri in Inghilterra

Nhs, la crisi del sistema sanitario inglese

di Sara Daglio

Da mesi l'Nhs, l'equivalente del Ssn Italiano, sta affrontando una dura crisi strutturale che vede alla base del problema una grande carenza di professionisti, principalmente infermieri.

Uk, stop alla fuga dei cervelli

Complice l'instabilità politica derivante dalla Brexit, le cui reali conseguenze sono tuttora in discussione in un ferocissimo dibattito tra Theresa May e i Brexitiani di Boris Johnson, moltissimi professionisti della salute hanno lasciato la Gran Bretagna così come è diminuito sensibilmente il numero dei cervelli in fuga verso il Regno Unito.

Il clima di incertezza che aleggia intorno all'Nhs però non è solo frutto della situazione politica attuale, ma è ben più profondamente radicato in una sempre maggiore complessità del tessuto sociale e culturale, nonché nel progressivo invecchiamento della popolazione da fronteggiare. Date queste premesse si comprende come l'Nhs si trovi schiacciato tra l'urgenza di soddisfare i nuovi bisogni di salute dei cittadini, la riorganizzazione delle cure sul territorio e la cronica carenza di personale, senza peraltro dimenticare di rendere più sostenibili le condizioni lavorative di chi al momento si fa carico ogni giorno dei pazienti e delle frustrazioni di un’utenza, che ormai sperimenta in prima persona i cigolii del sistema.

Le soluzioni a tutto questo? Non semplici, non economiche e non immediate, ma qualcosa si muove e sembra proprio che tutte le più grandi speranze convergano sulla figura dell'infermiere. Da un lato, per agevolare l'immigrazione europea, è stata data un'alternativa al temuto test di lingua Ielts, inserendo l’Oet, e dall'altro è stato alzato il tetto salariale degli infermieri (fino a un massimo del 29%) entro il prossimo triennio.

Non solo, è infatti pensiero comune che il ruolo dell'infermiere, e degli altri professionisti sanitari, andrà a potenziare, in particolar modo il territorio. Di ciò si dicono soddisfatti anche i medici, come si legge sul Times. Il presidente dell'ordine dei medici britannico, la dottoressa Dame Jane Dacre ha infatti dichiarato che c’è uno stereotipo culturale sui medici e gli infermieri, ma in realtà essendo ormai noi tutti professionisti che lavorano in team, siamo co-dipendenti gli uni dagli altri e questo perché la medicina è più complicata e più sofisticata (che nel passato), e aggiunge in questi anni, molto appropriatamente, altre figure professionali hanno cominciato a farsi carico di attività che tradizionalmente erano state svolte dai medici, questo è nato dalla necessità e ora serve una giusta regolamentazione.

Naturale a questo punto il paragone con la situazione italiana: sembra chiaro infatti che anche il Ssn si trovi ad affrontare sfide simili a quelle dell'Nhs, anche se non è nei piani una centralizzazione, né valorizzazione, delle professioni sanitarie. Anzi, dalle più recenti dichiarazioni provenienti dall'ordine dei medici sembra che i medici abbiano in programma tutt'altro che l'interdisciplinarietà, un no secco ad ogni forma di task shifting, di trasferimento di competenze ad altri professionisti sanitari, che finirebbe per abbassare la qualità dell’assistenza. Paradossalmente anche a Bologna alla X conferenza delle Professioni Sanitarie si è parlato di posizioni contendibili, dando ampio spazio a teorie secondo cui i medici potrebbero ricoprire ruoli nella dirigenza infermieristica.

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