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Dirigenza infermieristica

Medico alla direzione dei servizi infermieristici?

di Leila Ben Salah

Che il dirigente delle professioni sanitarie sia un medico potrebbe non essere più uno scandalo. Visione condivisa dalla stessa Fnopi. La presidente Barbara Mangiacavalli, nel corso della conferenza nazionale di Bologna, lo ha detto chiaramente rispondendo a una provocazione del professor Mario Del Vecchio.

Posizioni contendibili, a Bologna la provocazione Del Vecchio-Mangiacavalli

A far scaldare gli animi della platea della decima conferenza nazionale delle politiche della professione infermieristica, organizzata dalla Fnopi a Bologna, è stato il professor Mario Del Vecchio.

Io non mi scandalizzo – ha esordito il professore associato di economia aziendale - e non avrei nessun problema che il direttore delle professioni sanitarie fosse un medico (vedi il caso di Salerno con un medico alla direzione del servizio infermieristico). Dipende dall’assetto organizzativo: se è a capo di settemila infermieri è così lontano dall’operatività che potrebbe essere l’amministratore delegato di un’azienda. E non mi interessa se è un ingegnere, un infermiere o un medico. Se invece ha una funzione di standardizzazione e coordinamento degli aspetti professionali è del tutto evidente che non può che essere un infermiere. Insomma, dice Del Vecchio: chi l’ha detto che a dirigere gli infermieri debba essere per forza un infermiere?

Un’azienda aerospaziale deve avere per forza a capo un pilota? provoca il professore.

Nel brusio generale, prende la parola la presidente della Fnopi Barbara Mangiacavalli. Forse tutti si aspetterebbero una difesa a spada tratta della professione. E invece lei dà ragione a Del Vecchio. Sulla questione delle posizioni contendibili - ha detto la presidente Fnopi - abbiamo dato per scontato che toccasse a noi, ma perché? Solo perché abbiamo i numeri? La questione è molto più complessa ed è il fulcro della riflessione di questa conferenza. Io stessa che sono infermiera dirigo tre dipartimenti – ha continuato -, con tre capidipartimento: un medico, uno psicologo e uno ad interim che è la sottoscritta. Allora qualcun altro avrebbe da dire sulla mia posizione. Invece di continuare a dire che certe posizioni sono solo nostre perché siamo infermieri dovremmo cercare di costruire un percorso per poter poi sostenere questa tesi.

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