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Fnopi, Mangiacavalli: impegnarsi per cambiare quadro normativo

di Massimo Canorro

Intervenuta al convegno della Fiaso sul nuovo approccio alla gestione di professioni e competenze nel Ssn, la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche è stata diretta: Non esistono norme scolpite nella pietra, rimbocchiamoci tutti le maniche e guardiamo avanti. Toccando anche due temi caldi: l’attrattività della professione e il fabbisogno di personale. Sono dieci anni che chiediamo maggiore attenzione su questi temi.

Non si tratta di rivoluzioni copernicane, ma di rimboccarsi le maniche

Se la Fiaso porrà nell’agenda politica il ridisegno del nostro sistema sanitario e dei professionisti che gli danno corpo, ci troverà suoi alleati. Così la presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli, ha concluso il suo intervento – deciso, senza fare sconti – nell’ambito della tavola rotonda conclusiva dell’evento Ecm “La gestione delle nuove e tradizionali competenze in sanità: tra flessibilità e professionalità” che si è svolto a Cona (Ferrara).

Preso il microfono, Mangiacavalli non ha celato il suo stato d’animo. Tutt’altro che sereno e confortato (alla fine del suo intervento dirà di andare a casa preoccupata).

Ci sono stati alcuni momenti, nel corso di questo incontro, nei quali mi sono sentita a disagio per il tipo di riflessioni che, in taluni frangenti, ho ascoltato

Quindi ha proseguito: Talvolta perché si è voluto semplificare, altre per l’impotenza dichiarata nel poter fare determinate cose. Non l’ho condiviso, e ascoltando le relazioni ho vestito i panni dei destinatari, ovvero dei cittadini. I nostri assistiti.

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Premettendo di non sentirsi in alcun modo una sindacalista (non parlo alla pancia dei professionisti, ma come presidente della Fnopi il mio compito è anche quello di comprendere quali sono i possibili percorsi da intraprendere, non fermandomi al problema), Mangiacavalli è giunta dritta il punto. Avrei preferito sentirmi dire che il Covid ci ha dato anche delle lezioni, spingendoci a ridisegnare il sistema. In che modo? Partendo dal bisogno dei cittadini e dei nostri assistiti. E invece ho ascoltato frasi come: “Non si può cambiare niente perché la norma dice questo”. Ecco, non voglio ascoltare passaggi di questo tipo, considerando che non esistono percorsi normativi scolpiti nella pietra.

Così Mangiacavalli pone sul tavolo del confronto due temi fondanti: l’attrattività della professione e il fabbisogno di personale. Ad oggi la professione dell’infermiere non è attrattiva e questa è un’evidenza. Non si fa selezione. Ricordo che le modalità di reclutamento passano anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, il comitato di settore, gli enti sia del servizio sanitario sia della medicina convenzionata che, appunto, regolano le modalità del rapporto di lavoro. Oggi gli infermieri entrano nel sistema in un modo e ne escono, quarant’anni dopo, nella stessa maniera.

Dunque, non c’è sviluppo di carriera clinica. E la presidente della Fnopi si interroga: Ma davvero quelli che sono seduti davanti a me non possiedono gli strumenti per rendere attrattiva la professione?. Quindi sviscera un tema direttamente collegato: C’è un problema forte di carenza di infermieri, che come Fnopi lamentiamo da oltre un decennio. Di fatto, gli infermieri non ci sono. Ma il fabbisogno di personale infermieristico non è una questione unicamente universitaria. La formazione dipende anche dalle Regioni, perché oltre il 90% dei nostri docenti sono dipendenti del sevizio sanitario regionale. Chi paga la formazione delle professioni sanitarie? L’università? No, però prende le tasse. Occorre rivedere la formazione fin dal principio. E Mangiacavalli non intende gettare la spugna. Rincarando: Non si tratta di rivoluzioni copernicane, ma di rimboccarsi le maniche tutti insieme. L’importante è smettere di guardare al passato e volere davvero cambiare il quadro normativo.

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