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Inglese Infermieri

IELTS, quelle domande assurde tra pinguini e uova di Pasqua

di Alessandro Rotatori

Dal 19 gennaio 2016, tutti gli infermieri ed ostetriche provenienti dai paesi dello spazio economico europeo — così come quelli provenienti dai paesi extraeuropei — che vogliono esercitare la professione in Inghilterra, devono dimostrare di possedere un livello di inglese corrispondente a un punteggio minimo di 7.0 nello IELTS, uno dei test più popolari al mondo per la certificazione della conoscenza della lingua inglese.

IELTS: un test efficace per valutare l’inglese in ambito medico-scientifico?

ielts

Test IELTS

Più precisamente, il punteggio minimo da ottenere riguarda le quattro aree di apprendimento: reading, writing, listening e speaking. Con queste norme il Nursing and Midwifery Council (NMC) ha inteso implementare la sicurezza degli utenti del sistema sanitario inglese, garantendo, secondo lo stesso ente, il reclutamento di professionisti padroni della lingua e in grado, quindi, di lavorare senza ostacoli di comprensione.

Ma quanto è davvero valido lo IELTS come test di valutazione della padronanza dell’inglese in ambito medico-scientifico? Nato esclusivamente come test di ammissione alle università nei paesi di lingua inglese, lo IELTS ha come scopo quello di valutare la comunicazione scritta e orale del candidato. Quest’ultimo si trova spesso, nello svolgere l’esame, a dover analizzare dati; commentare testi relativi ad argomenti che vanno, per esempio, dalla vita dei pinguini alla storia delle uova di Pasqua; a partecipare a conversazioni circa la vita universitaria; a tenere dei brevi monologhi preparati prima dell’esame stesso. Insomma, nulla che abbia a che vedere con l’ambito strettamente medico-scientifico.

Inoltre, il test è troppo artificiale. Mi riferisco in particolare alla prova di ascolto, troppo poco naturale, caratterizzata da dialoghi dalla sintassi esclusivamente standard e pronunciati in maniera accurata ed attenta, ben lungi dal riprodurre le conversazioni “confuse” e spesso animate e serrate tipiche, per esempio, di un Pronto soccorso britannico

Per non parlare poi della grande varietà di accenti e dialetti esistente in Inghilterra, spesso neanche contemplata dai libri di testo utilizzati dai candidati per la preparazione all’esame. Comprendere, per esempio, un paziente o un collega infermiere con uno spiccato accento del nord dell’Inghilterra non è sempre semplice o scontato. Questa abilità non viene testata dallo IELTS né ci viene insegnata nei corsi a scuola o all’università, ma è da considerarsi assolutamente essenziale per un professionista della salute che intenda operare in Inghilterra.

L’esprimere significati assieme al corretto uso dell’intonazione è un’altra abilità che lo IELTS non testa, ma che un professionista sanitario in quanto principalmente comunicatore deve possedere. Una frase semplicissima come Don’t worry, per esempio, può risultare estremamente scortese a un nativo se pronunciata con un tono di voce discendente; un tono ascendente in un contesto di scambio conversazionale tra medico/infermiere, ecc. ed assistito esprime invece vicinanza a chi parla oppure maggior rispetto e compassione per i sentimenti dell’interlocutore.

Anziché pensare di portare il punteggio minimo dello IELTS da 7.0 a 6.5 o 6.0, rischiando così di lasciar esercitare professionisti con un livello di comprensione e abilità di speaking troppo bassi per un contesto medico-scientifico, si dovrebbe considerare l’introduzione di un esame specifico per i professionisti della salute, un test che possa valutare realmente le conoscenze d’inglese di infermieri ed ostetriche.

Poiché per i professionisti della salute chiarezza ed efficacia nelle interazioni comunicative sono da ritenersi essenziali, pena la compromissione della propria reputazione e credibilità scientifica, è assolutamente necessario che tutti coloro che operano in un contesto medico-scientifico in cui l’inglese è requisito fondamentale, sappiano padroneggiare la lingua, sia da un punto di vista morfo-sintattico che da un punto di vista prettamente fonetico.

Lo IELTS ci aiuta a padroneggiare essenzialmente l’aspetto morfo-sintattico dell’inglese; non valuta invece, gli aspetti fonetico e intonativo della lingua, elementi ancora più rilevanti per un professionista sanitario che desidera esercitare in Inghilterra.

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