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Lucca, carenza di infermieri e OSS all’ospedale San Luca

di Massimo Canorro

Uil Fpl si rivolge alla dirigenza dell’Usl Toscana nord ovest, lamentando una vera e propria emorragia di operatori nella sanità locale, fra pensionamenti e contratti non rinnovati. La gestione è in tilt, bisogna invertire la rotta partendo dal blocco delle assunzioni disposto a livello regionale, spiega il sindacato.

Carenza cronica di infermieri e OSS, l'allarme dalla Toscana

Carenza di infermieri e di OSS negli ospedali di tutta Italia. E in Toscana, dove gli infermieri e i medici sono in fuga dai Pronto soccorso, non fa difetto l’ospedale San Luca di Lucca, dove il sindacato Uil Fpl – già impegnato, a livello nazionale, nella trattativa per il rinnovo del Ccnl Sanità Pubblica – lamenta una forte perdita di operatori all’interno della struttura.

Personale medico, infermieristico, tecnico sanitario: non esiste un profilo che sia a pieno organico. A farsi portavoce di questo forte malcontento, destinato alla dirigenza dell’Usl Toscana nord ovest sono il segretario della Uil Fpl di Lucca, Pietro Casciani e il segretario aziendale, Andrea Lunardi. Un appello che loro considerano inevitabile. Si tratta di una carenza cronica e diffusa del personale dedicato che peggiora quotidianamente. Se consideriamo, a ragione, che il personale medico, infermieristico e assistenziale costituisce gli anticorpi del nostro servizio sanitario, allora siamo messi male.

Evitare di mandare in tilt l’intera gestione del personale. In che modo? Potenziando il numero dei dipendenti, soprattutto partendo dal blocco delle assunzioni deciso a livello regionale (a Lucca siamo in una fase di allarme rosso e non possiamo immaginare cosa accadrà da qui a dicembre quando, oltre alle attuali difficoltà, aumenteranno fisiologicamente le assenze per malattie, spiegano ancora). Una situazione che, si teme, possa andare fuori dal controllo della Regione e delle Asl.

Casciani e Lunardi entrano nello specifico. Presso l’ospedale San Luca e sul territorio di Lucca abbiamo una decina di operatori, tra infermieri e OSS, che a breve andranno in pensione. Poi c’è un’altra decina di professionisti sanitari che sono in organico a tempo determinato, ma a breve interromperanno il loro contratto per andare a lavorare in altre Asl dove hanno vinto il concorso.

E ancora, le altre aziende sanitarie fanno i concorsi e assumono il nostro personale che continuiamo a sfruttare a tempo determinato senza alcuna prospettiva futura. Per ultimo ci troviamo a segnalare la situazione di alcuni infermieri e oss che erano assegnati alla nostra zona – di ruolo all’interno di altre Asl – e che da anni lavoravano nel nostro ospedale. La direzione non è riuscita a trasformare i loro contratti a scadenza con comandi oppure altri istituti contrattuali. Un vero e proprio fiume in piena, dunque.

La Uil Fpl di Lucca pone quindi l’attenzione sui tempi determinati e sui lavoratori in servizio mediante l’agenzia di somministrazione lavoro, temendo il mancato rinnovo del contratto. Ed inevitabilmente, in un contesto del genere, pesa in maniera non indifferente anche la sospensione dei sanitari no vax – tra i casi più recenti c’è anche chi cerca escamotage con la Legge 104 per evitare di vaccinarsi – la cui assenza si fa sentire in termini di copertura degli organici e dei turni, concludono Casciani e Lunardi.

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