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Malattie in blocco, caos al San Leonardo di Castellammare

di Sara Di Santo

Reparti accorpati, carenza di personale e tensioni tra gli operatori del reparto di Chirurgia. È caos all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove l'assenza contemporanea di 5 infermieri per malattia ha insospettito l’Asl, pronta a prendere seri provvedimenti nel caso venisse accertata una condotta scorretta.

Assenze anomale per malattia a Castellammare, l'Azienda apre un'inchiesta

Sulle assenze anomale di infermieri il San Leonardo ha aperto un'inchiesta

Un caso anomalo quello che si è verificato all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove l’invio in blocco di certificati di malattia e l’assenza contemporanea di 5 infermieri ha creato il caos, mettendo a rischio l’assistenza ai pazienti, in una realtà già complicata dall’accorpamento dei reparti e dalle assenze per ferie.

È successo tra mercoledì e giovedì nel reparto di Chirurgia, dove per dinamiche ancora da chiarire gli infermieri del turno di notte si sono trovati obbligati a prolungare la loro presenza a copertura del mattino e nel pomeriggio, invece, nessun infermiere sarebbe risultato presente in corsia.

Un assenteismo decisamente anomalo, che ha indotto l’azienda ospedaliera ad aprire un’inchiesta; il direttore del San Leonardo, Savio Marziani, ha inviato una dettagliata relazione ai vertici dell'Asl Napoli 3 Sud, che è pronta a prendere seri provvedimenti nel caso venisse accertata una condotta scorretta degli infermieri assenti.

Alla base di tutto sembra esserci una serie di problemi organizzativi che hanno generato conflitti anche tra medici e infermieri. E proprio in difesa degli infermieri - come riporta Stabiachannel.it - sono scesi in campo i sindacati, che parlano di disorganizzazione aziendale che coinvolge non solo l'ospedale San Leonardo di Castellammare ma anche i presidi di Boscoreale e Sorrento.

Quanto accaduto al San Leonardo – prosegue Michele Costagliola, di NursingUp - evidenzia come il personale, in violazione anche delle norme del lavoro, si sacrifichi restando in servizio ben oltre l'orario consentito. Ma tutto ciò non può andare avanti ancora per molto, la Costantini (direttore generale dell’Asl Na3 Sud, ndr.) deve intervenire al più presto.

La pensa così anche Raffaele Amodio, coordinatore FSI Usae Asl Na3 Sud, che chiede sia fatta chiarezza sul perché non si è fatto ricorso allo spostamento di risorse tra reparti. Si sono violate le più semplici norme del lavoro in merito a orari e turni di riposo. Ci risulta inoltre che nel pomeriggio un infermiere in servizio presso il pronto soccorso è stato spostato in chirurgia. Un'assurdità. Se riscontreremo delle violazioni o errori siamo pronti a portare l'azienda in tribunale per il tramite dello studio legale del lavoro.

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