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Mobilità

Mobilità infermieri, un’emergenza silente

di Redazione

Un gruppo di infermieri pugliesi ha denunciato la situazione degli idonei alla graduatoria di mobilità che, da anni, attendono il riavvicinamento alla regione di residenza e ai propri affetti. Ma quello dei concorsi per mobilità è un problema che in molti, tra i professionisti sanitari, vivono in ogni regione.

Mobilità intra ed extra regionale: emergenza silente, sanitaria, umana

Esordiscono così gli infermieri risultati idonei alla graduatoria di mobilità indetta dalla Regione Puglia nel 2019 che, secondo quanto segnalato dalla denuncia dei professionisti sanitari, starebbe procedendo dando priorità ad assunzioni e stabilizzazioni. La politica delle assunzioni è un tentativo di risposta alla strutturale carenza di professionisti in corsia, si è scelto però di procedere con maxi concorsi, sempre ben accolti, che spesso e volentieri hanno tempi di attuazione lunghissimi, mentre sono tantissimi i professionisti in Italia che in ogni regione attendono i bandi di mobilità.

Carenza sanitari: una vera e propria emergenza

La carenza di sanitari, è chiaro, è una vera e propria emergenza a cui le aziende ospedaliere e le ASL cercano di rispondere in ogni modo, dalla richiesta di infermieri dall’estero, alle stabilizzazioni dei precari Covid e tutto questo, va precisato, avviene in quello che è stato dichiarato l’anno delle grandi dimissioni, dimissioni da cui i professionisti sanitari non sono esclusi.

La sanità pubblica non è attrattiva, l’infermieristica non è attrattiva, dai sindacati ai professionisti l’assunto è ormai una dichiarazione corale.

Risulta chiaro, leggendo testimonianze come questa, che troppo spesso alle emergenze non si risponde con soluzioni semplici e immediate.

Mobilità infermieri: penalizzati single e donne

Quella della mobilità intra ed extra regionale è un’emergenza silente, un’emergenza sanitaria e soprattutto umana. Mentre il dibattito pubblico rumoreggia su diritti e tutele, passa in secondo piano la necessità di un lavoratore di poter conciliare vita privata e lavoro. Inutile sottolineare come ad essere penalizzati in questa situazione siano soprattutto i genitori single e le donne. Ma perché, come ci ricorda la testimonianza, riusciamo a prestare attenzione ad un problema solo quando riempie le pagine della cronaca?

Siamo davvero stanchi e amareggiati, noi tra cui il più giovane ha già oltre 10 anni di esperienza, ci sentiamo presi in giro e non tutelati dalla Sanità della nostra Regione

Il passaggio da emergenza a soluzione potrebbe essere semplice, si tratta, in fin dei conti, solo di una scelta. La scelta di garantire un diritto che i sanitari hanno già conquistato.

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