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Sentenza

Nessun abuso della professione, infermiera assolta

di Redazione

Nessun esercizio abusivo della professione. Infermiera e naturopata hanno legittimamente svolto la pratica di idrocolonterapia ai pazienti che si erano rivolti a loro su indicazione dei medici che avevano sottoscritto le relative prescrizioni. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Trieste, che ha assolto l’infermiera Paola Zamò, 55 anni, e il naturopata Maurizio Ferrari, che esercitano a Tarcento.

Infermiera assolta, nessun esercizio abusivo della professione

sentenza corte d'appello

La Corte d'appello ha assolto l'infermiera

Le indagini erano partite nel 2010 a seguito di un esposto anonimo. Gli inquirenti avevano sequestrato il macchinario per l’idrocolonterapia utilizzato dalla coppia nello studio di Tarcento. L’accusa era di abuso della professione medica. Così i due, compagni anche nella vita, non hanno potuto esercitare più la loro attività. Il giudice di primo grado, ritendendo che l’idrocolonterapia fosse una pratica medica, li aveva anche condannati a un mese di reclusione con il beneficio della sospensione condizionale della pena.

Sul caso era intervenuta anche la presidente Ipasvi nazionale, oltre alla presidente del collegio di Udine. Le loro deposizioni non erano state considerate sufficienti secondo il Gup. Così la decisione di ricorrere in appello. Questa volta i giudici hanno valorizzato i risultati dell’istruttoria, concludendo che i due “non avevano proposto alcunché a nessuno e Ferrari non si è mai spacciato per medico. La idrocolonterapia non rientra tra gli atti medici e non è prescritta nella pratica clinica e ambulatoriale, perché non assolve a finalità terapeutiche, ma semplicemente a funzioni igieniche”.

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