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Infermiere

Una giornata con ... Barbara Mangiacavalli

di Redazione

Roma, Bologna, Riccione e poi di nuovo Roma. Ottocento chilometri in una giornata. Dodici ore passate a fianco della presidente dell’Ipasvi nazionale. Una giornata con …Barbara Mangiacavalli.

Dai primi passi ribelli alla poltrona di presidente

Agenda fitta, decine e decine di email a cui rispondere e conferenze tra Roma e Riccione. Tutto in giornata, per rientrare la sera nella capitale, in tempo prima che blindino la città per il 60°anniversario dei Trattati. Barbara Mangiacavalli non si annoia di certo. Abbiamo voluto passare una giornata con lei per capire davvero cosa fa il presidente dell’Ipasvi nazionale.

Ha iniziato vent’anni fa Barbara Mangiacavalli. Quando, le cose erano diverse e il popolo degli infermieri ora non è facile da gestire. La professione è profondamente cambiata e in continuo aggiornamento e un presidente deve poter tenere il passo. Mangiacavalli ci prova e corre da un convegno all’altro. Con l’auto con l’autista, perché - dice – quando ho degli incontri così ravvicinati, non riuscirei ad arrivare in tempo. Prima guidava lei, ma ci svela fuorionda un brutto incidente le ha fatto cambiare idea.

Quando ha iniziato Mangiacavalli era un’infermiera contestatrice. Una ribelle che voleva cambiare le cose e a cui stava stretto il modello organizzativo. Certo c’è da dirlo, la sua carriera è stata più semplice.

Altri tempi. Adesso è tutta un’altra storia.

Sono uscita negli anni della piena emergenza infermieristica – ammette – ci siamo diplomati a fine giugno in 30-32 ed è uscito un bando di concorso per 90 posti. Quindi, in meno di un anno ero già di ruolo nell’ospedale dove ho studiato.

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