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Nursing Up: infermieri aggrediti, oramai è una giungla

di Massimo Canorro

Quanto è accaduto all’ospedale di Rovigo, dove una donna ha staccato quasi a morsi il dito di un infermiere, ha riacceso i fari sull’ignobile fenomeno della violenza contro i sanitari. Il Nursing Up: Pronto soccorso come giungle, questo scempio va fermato. E Uil Fpl torna a chiedere l’istituzione di un tavolo permanente sulla sicurezza.

Infermiere azzannato ad un dito in Ps, De Palma: violenza vergognosa

Afferma De Palma: L'infermiere non è il nemico di turno contro cui scagliare ansie, paure e stress.

Personale sanitario ancora sotto tiro. E se fino a poco tempo fa il Nursing Up parlava di ospedali come ring, oggi definisce i Pronto soccorso una giungla, tristemente constatando che al peggio non c’è mai fine.

Più che “semplice”, purtroppo, ricostruire l’episodio al quale la sigla presieduta da Antonio De Palma rimanda. Presso il triage del Pronto soccorso dell’ospedale Rovigo una donna apparentemente tranquilla, in attesa del suo turno per essere visitata, all’improvviso ha azzannato un dito (fin quasi a reciderlo) di un infermiere che le si era avvicinato.

Sull’aggressione al professionista sanitario – che ha una prognosi di un mese – hanno inteso gettare piena luce, fin da subito, sia il direttore generale dell’azienda Ulss 5 Polesana, Patrizia Simionato, sia il direttore sanitario, Alberto Rigo, che il direttore dell’Uoc di Pronto soccorso, Adelina Ricciardelli.

Ciononostante il fatto rimane increscioso e non è la prima volta che accadono fatti simili. Lo scorso marzo, infatti, al Pronto soccorso dell’ospedale di Rovigo un infermiere è stato aggredito da un paziente che è giunto a spaccargli gli occhiali con un pungo al volto. All’origine della violenta reazione ci sarebbe una mancata sigaretta, chiesta dallo stesso paziente, che nessuno aveva da offrirgli.

Altro fatto increscioso nel giugno 2021. E anche oggi, come ieri, è accaduto l’impensabile. Che lo stesso De Palma definisce episodio scioccante, di una violenza vile e vergognosa, rispetto alla quale non possiamo né vogliamo farci l’abitudine.

Evidenziando che sono immagini non degne di un paese civile, il presidente nazionale del Nursing Up precisa che tutto ciò nasce da una cattiva cultura della collettività, oltre che a causa di una disorganizzazione latente. E mentre emerge basilare, affianco agli interventi mirati come la presenza delle forze dell’ordine, dover contribuire, tutti, con campagne di formazione ad hoc, a far capire ai cittadini che l’infermiere non è “il nemico” di turno contro cui scagliare ansie, paura e stress, il Nursing Up si mette nei panni di questo infermiere aggredito. Uno come noi, lo etichetta il sindacato.

Va da sé che il suddetto episodio di aggressione pone di nuovo l’accento sui rischi ai quali sono esposti gli operatori del Pronto soccorso, rendendo ancora più complicato un lavoro già di suo usurante, non solo gravoso. E in tutta Italia si registra un vero e proprio esodo del personale sanitario.

Purtroppo – spiega il segretario della Fp Cgil, Davide Benazzo – le condizioni di lavoro nei Pronto soccorso sono divenute molto pesanti e vanno valutate in profondità, anche mediante azioni che possano contribuire a migliorare la sicurezza. A questo proposito, il segretario della Uil Fpl, Cristiano Maria Pavarin, torna a chiedere un tavolo permanente sulla sicurezza. La situazione risulta compromessa da episodi che si susseguono con preoccupante frequenza. E non è certo un bel vivere per i sanitari che stanno lavorando.

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