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Sindacato Infermieri

Piemonte, Nursind chiede chiarimenti su fondi assunzioni

di Massimo Canorro

Che fine hanno fatto i soldi destinati all’assunzione degli infermieri? Questa la domanda che il sindacato pone pubblicamente, e presenta un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti. Il segretario regionale del sindacato, Coppolella: Siamo preoccupati in vista dell’autunno, sono troppe le criticità.

Spariti fondi per assunzioni, Nursind presenta esposto a Corte dei Conti

Il 26 giugno il Nursind ha chiesto alle Aziende sanitarie regionali un resoconto dettagliato di come le risorse per l'assunzione di infermieri fossero state spese.

Il Nursind torna alla carica e chiede conto alla Regione Piemonte in merito alle assunzioni che si sarebbero dovute approntare mediante i fondi Covid e che poi, per qualche motivo, sono saltate. Va detto che la regione governata da Alberto Cirio non è esente dalle criticità legata alla carenza di professionisti sanitari, con i Pronto soccorso nel caos. Ma il sindacato va oltre, e presenta – come aveva già annunciato – un esposto alla procura regionale della Corte dei conti.

Questi i numeri snocciolati dal segretario regionale Francesco Coppolella: Dopo tre mesi dalla prima richiesta alle Aziende sanitarie regionali, ad oggi non è stato ancora possibile sapere come siano stati spesi i soldi previsti dal Decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020, convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020, che prevedeva per il Piemonte 25.131.702 euro per il 2020 e 25.131.702 per il 2021, soldi necessari a potenziare l’assistenza domiciliare; 24.498.199 euro per il 2020 e 35.350.937 per il 2021 per assunzione di infermieri di famiglia/comunità.

Che prosegue: Si tratta di cifre ripartite dalla Regione Piemonte, con Deliberazione della giunta regionale n. 37-2474 del 4 dicembre 2020 alle stesse Asl per un totale di circa 50 milioni di euro per il 2020 e di 60 milioni per il 2021. Quindi Coppolella evidenzia che il 26 giugno il Nursind ha chiesto alle Aziende sanitarie regionali un resoconto dettagliato di come queste risorse fossero state spese.

Ma la stragrande maggioranza delle aziende, inspiegabilmente non ha ancora risposto. Solo alcune di loro, dopo l’ennesimo sollecito, si sono limitate a fornire una risposta insoddisfacente, affermando che tali fondi sono stati ricevuti e spesi secondo le indicazioni contenute in alcune note regionali, prescindendo dalla linea di finanziamento nazionale e per tutte le attività assistenziali legati all’emergenza Covid, senza indicarci quali.

In ultimo, per chiudere il cerchio, Coppolella rende noto che il sindacato ha preso atto delle note regionali pervenute solo nel 2022 e della Deliberazione della giunta regionale n. 8-5443 del 29 luglio 2022, che diversamente da quanto indicato dai precedenti provvedimenti di giunta regionale che assegnavano i fondi, disponeva a rendere disponibili le risorse Covid non utilizzate nel 2020 e 2021 delle singole linee di finanziamento, solo dopo aver garantito le attività previste dai decreti legge nazionali.

Quindi la chiusura, tra il rammarico e la rabbia: Dal provvedimento si deduce che tali fondi non sono stati spesi per le assunzioni previste a tempo indeterminato extra tetti di spesa per le finalità che la legge stabiliva e non sappiamo inoltre per quali altre spese siano stati resi disponibili. Che non si possa sapere come un servizio pubblico abbia speso milioni di euro destinati a dare risposte fondamentali alle criticità evidenziate dall’emergenza è cosa folle.

Giornalista

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