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Prato, infermiere deruba i pazienti in reparto

di Massimo Canorro

Chiesto il processo per l’infermiere 52enne che, in servizio all’ospedale di Prato, aveva rubato bancomat ed effetti personali ad alcuni pazienti nonché sottratto farmaci, mascherine e guanti dal reparto di neurologia. L’Asl Toscana centro ha subito avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell’uomo, reo confesso.

Furti ai danni di pazienti ricoverati, infermiere rinviato a giudizio

In servizio presso il reparto di neurologia dell’ospedale di Prato, un infermiere si approfittava di alcuni suoi pazienti – almeno due – sottraendo loro le tessere bancomat con le quali ha fatto prelievi per 1.300 euro. È così finito nei guai il professionista sanitario 52enne, residente a Quarrata, per il quale ora il pubblico ministero Lorenzo Gestri ha chiesto il rinvio a giudizio per furto.

Quindi l’Asl Toscana centro ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti del dipendente, reo confesso, per decidere se sospenderlo dal servizio oppure se adottare provvedimenti ancora più severi. A ricostruire gli spostamenti e i furti compiuti dall’operatore sanitario è stata la squadra mobile di Prato, diretta da Alessandro Gallo. L’uomo, posto di fronte alle proprie responsabilità, ha poi confessato i furti.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti risalgono al periodo compreso tra marzo e giugno di quest’anno. Approfittando dello stato di difficoltà nel quale versavano i pazienti, l’infermiere sfilava le tessere bancomat dai loro portafogli e, in qualche maniera, riusciva a venire in possesso anche del codice pin. Ma non è tutto, poiché l’operatore sanitario “infedele” sottraeva alle vittime anche svariati effetti personali. Poche settimane fa, l’uomo aveva prelevato da uno sportello di Quarrata – dove risiede – la somma di 800 euro. Alcuni mesi prima, invece – sempre dopo avere rubato la tessera di un paziente – aveva fatto tre prelievi distinti (ma in serie) di 250, 200 e 50 euro. Pensava di farla franca, ma in realtà sono stati gli stessi pazienti a denunciare i prelievi sospetti, eseguiti proprio durante il loro ricovero ospedaliero.

Ma non è tutto: le indagini condotte nei confronti dell’operatore sanitario hanno portato a notare che, all’interno del reparto di riferimento – quello di neurologia – risultavano differenti ammanchi nei rifornimenti (un po’ come era avvenuto alcuni giorni fa presso il Pronto soccorso di Alberobello, nel barese, con due infermieri indagati per furto di farmaci). In particolar modo, mancavano alcune confezioni di farmaci (Brufen, Tachipirina e altro), ma anche dispositivi di protezione individuale come mascherine e guanti. Ed era proprio l’infermiere il responsabile.

Monitorato per diverso tempo dagli agenti, poi è stata eseguita una perquisizione disposta dalla procura. Nell’abitazione dell’uomo è stata trovata parte delle refurtiva. A quel punto, messo davanti alle proprie responsabilità, l’infermiere ha confessato di aver rubato bancomat, effetti personali, farmaci, mascherine, guanti. La procura ne ha chiesto il rinvio a giudizio.

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