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aggressioni in ospedale

Salerno, due infermieri aggrediti da un evaso dai domiciliari

di Massimo Canorro

È accaduto all’ospedale Umberto I di Nocera Umbra. I professionisti sanitari sono stati colpiti con calci e pugni da un 25enne tunisino appena evaso dagli arresti domiciliari. De Luca (Uil Funzione Pubblica): Sono violenze intollerabili, è assurdo che il presidio ospedaliero sia sprovvisto di un posto di polizia.

Nocera Inferiore, due infermieri aggrediti all'Umberto I

Due infermieri dell'Umberto I di Nocera Inferiore sono stati aggrediti da un 25enne evaso dagli arresti domiciliari, che cercava rifugio in ospedale per la notte

Ci risiamo: infermieri aggrediti in Campania. Ovviamente è sbagliato generalizzare, poiché vili aggressioni agli operatori sanitari avvengono (purtroppo) da nord a sud Italia. Però gli ospedali della regione amministrata da Vincenzo De Luca sono, di recente, fin troppo spesso sotto i riflettori per brutte vicende come questa avvenuta all’Umberto I di Nocera Inferiore, nel salernitano.

Stavolta è toccato a due infermieri, che durante il turno di notte sono stati aggrediti da un uomo di nazionalità tunisina evaso dagli arresti domiciliari. Il 25enne aveva trovato riparo all’interno di una sala d’attesa dell’ospedale e gli operatori sanitari – uno in servizio in urologia, l’altro in cardiologia – lo avevano invitato ad andare via. Ma l’uomo ha reagito in maniera del tutto spropositata e vigliacca: dopo essersi alzato da terra, ha iniziato ad inveire contro i due, colpendoli con calci e spintoni per poi darsi alla fuga.

I carabinieri sono riusciti a individuarlo e ad arrestarlo nelle vicinanze dell’ospedale, ma la situazione all’Umberto I rimane tutt’altro che quieta, considerando che fatti del genere si ripetono con tanta, troppa costanza. E le organizzazioni sindacali chiedono un incontro con i vertici dell’Asl Salerno, per condividere ed elaborare un piano di sicurezza destinato agli infermieri in servizio. Così Renato De Luca (Uil Funzione Pubblica): Le violenze subite dal personale sanitario del presidio ospedaliero di Nocera Inferiore non sono più tollerabili. Gli episodi di violenza, sempre più frequenti, causano negli operatori ansia, collera, senso di ingiustizia ma soprattutto sfiducia nei confronti dei vertici aziendali e della dirigenza ospedaliera.

Ragioni per cui – continua De Luca – abbiamo chiesto un incontro urgente ai dirigenti dell’ospedale per valutare di concerto gli interventi idonei a garantire la sicurezza degli operatori sanitari. Non è raro che gli aggressori – e quest’ultimo caso lo dimostra – siano persone che cercano riparo negli spazi ospedalieri per trascorrervi la notte. Perciò sono necessari e urgenti tutti i provvedimenti atti a contrastare l’ingresso di persone estranee all’interno dell’ospedale – conclude De Luca –, è del tutto incomprensibile che l’Umberto I non sia dotato di un posto di polizia.

Da Salerno a Napoli, dove all’inizio di luglio, presso l’ospedale del Mare, un 38enne ha aggredito un infermiere la cui unica colpa è stata quella di rifiutargli una barella riservata ai malati gravi. Pochi giorni prima un fatto (altrettanto) grave, privo di giustificazioni, era accaduto al Pronto soccorso dell’ospedale evangelico Villa Betania, a Ponticelli, dove un paziente aveva iniziato a distruggere tutto ciò che gli capitava a tiro: dalla barella al computer del triage, dalle stampanti alle porte scorrevoli di accesso. Fatti, questi, sui quali è intervenuto il segretario generale della Fials, Giuseppe Carbone: Gli odiosi episodi di violenza e vandalismo contro i sanitari sono il segno di un disagio preoccupante e diffuso che condanniamo con forza. E al quale va subito opposta una campagna di sensibilizzazione e di contrasto.

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