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Attualità Infermieri

Se non hai voglia di studiare vai a fare l'infermiere

di Ferdinando Iacuaniello

Se non hai voglia di studiare vai a fare l'infermiere. Una frase "un po' infelice" - così l'ha definita lo stesso autore, Alberto Forchielli - che a molti è suonata come "irrispettosa di una professione dura, nobile e necessaria come quella dell'infermiere". Difficile vederla in altro modo francamente, ma sarebbe sbagliato rispondere con la stessa avventatezza con cui l'imprenditore, economista e blogger bolognese ha lanciato in diretta TV l'ennesimo scivolone mediatico intorno alla figura dell'infermiere. 

Forchielli si scusa con gli infermieri

Si è scusato, Forchielli, si è scusato (in modo tutto suo) per aver apostrofato con una leggerezza disarmante un'intera categoria professionale, che - al contrario del messaggio che è passato in prima serata su La7 - tra base e post base, ha un ventaglio formativo universitario secondo a nessuno. Si è scusato sui social - dove la sua infelice uscita è rimbalzata alla velocità della luce tanto da arrivare fino al vertice della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, che non ha intenzione di lasciar passare la cosa e ha mobilitato i rappresentanti legali - e si è scusato ai nostri microfoni.

A tutti voi, vanno le mie scuse per una frase detta di fretta e un sentito ringraziamento per il grande lavoro svolto quotidianamente a servizio della comunità e delle persone più indifese e bisognose

Un copione già visto e rivisto: il personaggio pubblico di turno che assume un tono sprezzante e sbrigativo e taglia corto con uscite infelici (indimenticabile, nel mucchio, quella di Vittorio Sgarbi che per il futuro di Luigi Di Maio vedeva come unica possibilità quella di fare al massimo l'infermiere), che con la precisione di un cecchino colpiscono gli infermieri, con l'aggravante di farlo in diretta TV o sui giornali, con titoloni che ne stropicciano la dignità professionale storpiando una realtà che sarebbe sotto gli occhi di tutti, se solo si avesse la maturità di guardarla. Sorgono spontanee decine di domande, ma la più pressante è "perché?". "Perché infermiere è ancora sinonimo di banalità e faciloneria?"

Dai tempi dei miei nonni - ha ipotizzato Forchielli - la pressione sociale su bambini e ragazzi ha mitizzato alcune professioni (il dottore, l’avvocato, il professore...) considerate di Serie A e automaticamente considerato di serie B altre professioni. Questo approccio sbagliato e pieno di pregiudizi ha creato un eccesso di laureati in materie che poi non sempre sono premiate dal mercato.

Punti di vista. Inutile comunque puntare il dito verso "gli altri"; questa volta è stato un economista a farla fuori dal vaso, ma prima di lui ci sono stati politici, conduttori, sportivi e giornalisti.

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