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Volterra, Rsa senza infermieri per il turno di notte

di Redazione Roma

Nella residenza per anziani “Santa Chiara” il turno degli infermieri di notte non è ancora stato ripristinato, nonostante le difficoltà per la carenza di personale lamentate dalla dirigenza e dal Cda. Attualmente, il servizio di sorveglianza è assicurato dalla presenza di Oss. Cgil: L’unica soluzione il concorso pubblico.

Rsa Santa Chiara ancora senza infermieri nel turno di notte

A fine maggio il governatore della Toscana, Eugenio Giani, si era recato presso l’Rsa Santa Chiara di Volterra (Pisa) per portare la propria solidarietà a seguito delle vicende legate alla carenza di personale infermieristico. Una forma di attenzione apprezzata dall’Asl Santa Chiara e lo stesso Giani aveva espresso la volontà di impegnarsi ad intervenire con la massima tempestività possibile in giunta e in consiglio regionale, per individuare le necessarie modifiche legislative atte a fronteggiare l’emergenza e garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale.

Quindici giorni dopo, prendendo in prestito il titolo di un noto film: qualcosa è cambiato? La risposta è no, poiché il turno degli infermieri di notte alla Rsa non è stato ancora ripristinato (a seguito del vero e proprio stato emergenziale lanciato dall’Azienda e dal Cda nei giorni scorsi per via della mancanza di personale).

Ridotti a tre unità, adesso gli infermieri sono quattro. E la struttura necessita di un altro professionista per riprendere con la sorveglianza notturna. Come riporta “Il Tirreno”, il direttore del Santa Chiara, Fabrizio Calastri si dice fiducioso, la cooperativa Idealcoop ha un appuntamento nei prossimi giorni per sottoporre a colloquio un operatore sanitario con le adeguate professionalità. La speranza è che domanda e offerta si incontrino, così da garantire un po’ di ossigeno alla struttura. Una situazione analoga si è verificata a Massa Carrara nella seconda metà di aprile.

Con l’auspicio che tutto volga al meglio, dunque sarà inglobato un altro infermiere per iniziare a pianificare il ripristino del servizio; aspetto tutt’altro che irrilevante, in quanto ciò ha significato anche sospendere le cure intermedie (il cui presupposto, appunto, è costituito dalla presenza di operatori sanitari di notte per fronteggiare le emergenze legate alla presenza di pazienti in condizioni critiche).

Allo stato attuale, durante la notte il servizio di sorveglianza è assicurato dalla presenza di Oss. Ma nel corso della giornata lavorano da noi anche infermieri provenienti dall’Auxilium Vitae, ovviamente in base alla loro pianificazione lavorativa, precisa Calastri. “Incastri” a parte, però, per l’Rsa Santa Chiara di Volterra la soluzione è una soltanto: assumere direttamente personale. Percorso tanto diretto quanto articolato, c’è da dire.

Tutto, infatti, deve passare dal Consiglio di amministrazione, che con ogni probabilità dovrebbe riunirsi già in settimana. Riuniti i consiglieri, stabiliremo l’incontro nel quale confrontarci sull’opportunità di organizzare il concorso pubblico, spiega ancora Calastri. L’iter, dal punto di vista cronologico, è definito. A questo proposito, la sindacalista della Funzione pubblica Cgil di Pisa, Sonia Antoni, dichiara: È l’unica soluzione che ha “Santa Chiara” per uscire da questa situazione di profonda difficoltà. Una vicenda che, va detto, accomuna un po’ tutte le Rsa della provincia e che deve essere risolta mediante una gestione – come durante la fase acuta della pandemia – da parte della Regione Toscana e dell’Asl. Al contrario, non se ne esce.

Sull’argomento è intervenuta in modo critico anche l’associazione “Sos Volterra” – senza fini di lucro, apartitica, di natura civica e aperta a tutti i cittadini, specifica sul proprio blog – secondo la quale per reperire la figura dell’infermiere, già da tempo si sarebbero dovuti bandire posti a tempo indeterminato, gli unici appetibili per una Rsa da quando è iniziata l’era Covid. E in merito al nuovo Cda non si può “svegliare” adesso, a ben due anni dall’insediamento, conclude l’associazione.

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