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La questione Nimesulide

di Pasquale Dente

È capitato a molti se non a tutti noi di avere o vedere amici e conoscenti chiedere "una bustina di Aulin" ed essere accontentati subito, cacciando tale pozione magica da portafogli, borse, o vano portaoggetti delle auto e assumere questo farmaco a man bassa, per un semplice mal di testa o lieve dolore, abusarne, senza prescrizione medica, non conoscendone gli effetti collaterali.

Il Nimesulide, venduto con vari nomi commerciali, in Italia è molto meglio conosciuto come Aulin, le sue vendite nel bel paese vanno a gonfie vele, si pensi che il 60% della produzione di questo farmaco, è proprio venduta e consumata in Italia, con incremento delle vendite nel meridione.

Esso è un FANS, Farmaco Anti-Infiammatorio Non Steroideo. Il farmaco in questione, è stato riconosciuto come tossico, e ritirato dal mercato di vari paesi d’europa. Spagna e Finlandia lo hanno ritirato nel 2002, mentre l’Irlanda nel 2007 dopo vari casi di trapianto di fegato in pazienti in cura con Nimesulide, e dopo un documento redatto dalla Irish Medical Board, che ha ritenuto che la causa fosse il danno epatico, conseguenza rara, ma grave che tale farmaco può provocare.

Dal 2008 poi, Belgio, Danimarca, Olanda hanno vietato la vendita. Germania e Gran Bretagna, non lo hanno mai messo in commercio, ritenendo troppo dannosi gli effetti collaterali. Nel 2010 vi fu una raccomandazione della Commissione Europea, di usare il farmaco, solo per brevi periodi, e in casi strettamente necessari.

L’Italia invece? Quale posizione ha assunto? Nessuna, il farmaco è in commercio! Prescritto con ricetta medica, quando poi, altri farmaci, con minori effetti collaterali, hanno la stessa efficacia. Questo caso è esploso nel gennaio del 2013, e ad oggi, quasi un anno dopo, è caduto nel dimenticatoio, preferendo non parlarne e continuando le vendite.

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