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editoriale

Infermieri tra militarizzazione degli ospedali e altri disastri

di Giordano Cotichelli

La presidente Barbara Mangiacavalli e la vicepresidente Fnopi Ausilia Pulimeno hanno incontrato la Ministra Giulia Grillo, ma non hanno portato richieste ed elencati i problemi della nostra professione. Ora, non me ne vogliano, ma quindi di cosa hanno parlato? No, perché un po’ di ironia può essere utile per riflettere sulle urgenze del momento le quali vedono un paese reale sempre più solo, ansioso, quasi abbandonato dal paese legale.

Fnopi incontra il ministro della Salute Giulia Grillo, ma per dirsi cosa?

Due notizie interessanti, per il mondo infermieristico e sanitario, hanno aperto il mese di agosto. La prima riguarda un incontro informale fra la Presidente e la Vicepresidente della Fnopi e la Ministra della Salute, Giulia Grillo.

L’altra è la richiesta fatta dalla stessa Ministra ai colleghi degli Interni e della Difesa al fine di dislocare militari anche nei presidi ospedalieri visto l’aumentare delle aggressioni nei confronti dei sanitari.

Dal resoconto dell’incontro non è stato ben chiaro né dove e né come si siano incontrate, ma soprattutto di che cosa abbiano parlato. La Ministra ha mostrato grande apertura verso la categoria. Beh, ci mancherebbe il contrario! Ed ha colloquiato a lungo sulla situazione degli infermieri in Italia.

Lei. E le nostre rappresentanti? Non abbiamo portato richieste ed elencati i problemi della nostra professione. Avrebbe detto la Presidente.

Ecco. E dunque che vi siete detti?

Non me ne voglia l’articolista del resoconto (rintracciabile sul sito della Fnopi stessa), men che meno me ne vogliano Presidente e Vicepresidente, ma un po’ di ironia può essere utile per riflettere sulle urgenze del momento le quali vedono un paese reale sempre più solo, ansioso, quasi abbandonato dal paese legale, in un clima in cui monta il razzismo e l’odio, non solo quello delle cronache, ma quello delle meschinerie quotidiane, degli stereotipi, degli insulti di cui purtroppo, in non pochi casi, si fanno portatori anche dei professionisti sanitari.

Il tutto in un quadro dove l’appello da fare, in relazione al nostro sistema sanitario, è uno solo: quello di garantirne l’universalismo delle cure, l’equità dell’accesso, la riduzione delle disuguaglianze nella salute.

E poi se si vuole, ma solo se si vuole, spezzare qualche piccola lancia a favore della professione in tema di disoccupazione e sfruttamento, carenza degli organici ed invecchiamento dei professionisti, aumento del rischio di eventi avversi causa aumento dei carichi di lavoro e cronica riduzione delle risorse umane e strumentali e, molto altro ancora.

Un quadro rivendicativo professionale che, se non del tutto disatteso, forse impedirebbe lo schieramento dell’esercito negli ospedali come azzardato dalla Ministra. In quest’ultimo passaggio c’è ben poco di ironico e molto di preoccupante.

Leggere il disagio di salute crescente nella popolazione in termini di ordine pubblico, da parte di chi dovrebbe preoccuparsene in termini sanitari, apre la strada a molti interrogativi e a non pochi brutti pensieri e cattivi presagi

E questo non è giusto nei confronti in primo luogo dei cittadini italiani (e delle persone tutte presenti nel Bel Paese) che sono il primo soggetto di riferimento di una sanità pubblica, i veri stakeholder cui prestare attenzione. Per poi indirizzarsi anche verso il panorama multidisciplinare che compone il mondo della cura e dell’assistenza, ed in questo formulare chiari obiettivi socio-sanitari da porsi degni di un paese moderno, di uno stato di diritto, di una Costituzione repubblicana, antifascista e rispettosa del mondo del lavoro (primo articolo).

In merito i vertici istituzionali e professionali sanno che possono contare su tutti noi - lavoratori ed utenti della salute - e che siamo in grado di costruire un futuro migliore, perché stiamo difendendo con tutte le nostre forze un presente di dignità. Un presente che merita molto di più di quello che ha avuto fino ad oggi.

NurseReporter
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Commenti (1)

Evita1954

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1 commenti

Grazie da Bologna

#1

Grazie collega x le parole che hai riservato alla mia Bologna ma soprattutto grazie x la disamina che hai fatto sulla situazione infermieristica di oggi.
Sì parla tanto di carenza dei medici ma non si entra mai nel merito di quali medici e per che cosa... E della cronica e ormai atavica carenza di Infermieri? Della scarsa considerazione della nostra Professione? Dell'immagine che ancora oggi hanno i cittadini e i media? Poi ci scopriamo competenti e con competenze avanzate e con un grande senso del dovere dell'accoglienza del soccorso come abbiamo ancora una volta dimostrato ... Perché sulle ambulanze dott. Pizza c'erano gli infermieri in prima linea...