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Rivista AIR, 30 anni di ricerca sull'assistenza infermieristica

di Silvia Ancona

Trent'anni di AIR, la rivista che privilegia l’ambito della ricerca, lo sviluppo e la diffusione di risultati attendibili. Per festeggiare, AIR ha organizzato una giornata nella quale è stato presentato il progetto SVIAT incentrato nel fornire agli studenti del Corso di Laurea in Infermieristica uno strumento di valutazione della qualità dei tirocini e dell'apprendimento clinico nel contesto italiano. A parlarci della giornata Luisa Saiani, membro del Comitato editoriale della rivista AIR e Professore Ordinario di Scienze Infermieristiche presso l'Università di Verona.

AIR compie trent'anni e festeggia con un evento formativo

AIR (Assistenza Infermieristica e Ricerca) è una rivista scientifica che si propone l'obiettivo di sostenere e sviluppare il confronto sulle conoscenze che hanno un impatto sulla pratica, sulla formazione e sulla direzione dell'assistenza infermieristica.

La sua mission è quella di essere promotrice di reti di ricerca e far crescere la cultura clinica dell'infermieristica attraverso progetti incentrati prima sui pazienti e sui cittadini che sugli infermieri. Questo quanto dichiarato da Luisa Saiani, membro del Comitato editoriale della rivista AIR e Professore Ordinario di Scienze Infermieristiche presso l'Università di Verona.

Io credo che abbiamo mantenuto coerenza e continuiamo ad essere una voce che, anche se controcorrente, tiene viva questa policy soprattutto in Italia (Saiani)

Nell'evento del 25 giugno, in occasione dei 30 anni compiuti dalla rivista, sono stati presentati i risultati dello studio SVIAT intrapreso nel 2015 da un gruppo di formatori allo scopo di individuare uno strumento di valutazione della qualità del tirocinio infermieristico, essendo questo parte integrante della formazione degli studenti e occupando gran parte del loro tempo durante i tre anni di università.

Fra i risultati dello studio - il quale ha coinvolto circa 11 mila studenti - sono emersi gli aspetti dei tutor che gli studenti di infermieristica apprezzano maggiormente. Fra questi - spiega Saiani - la loro capacità di coinvolgerli e di stimolarli a riflettere, a discutere e ad interrogarsi sulle tematiche relative ai pazienti.

Inoltre è stato evidenziato come gli studenti, nonostante ritengano alcuni reparti molto utili ai fini dell'apprendimento, siano restii a sceglierli per una futura carriera lavorativa. I reparti in questione sono quelli relativi all'area geriatrica, alle cure primarie, all'area psichiatrica e alle residenze per anziani, mentre quelli acuti si sono rivelati come più stimolanti.

Di fronte ad una situazione come quella appena descritta, il passo da fare secondo Luisa Saiani è quello di cercare di allineare i fabbisogni della popolazione con gli interessi degli studenti. Questo perché oggi il Sistema Sanitario italiano ha bisogno di infermieri che lavorino nella cronicità, con anziani e nella psichiatria e non è bene che i nostri studenti escano con resistenze a questi settori anche se è comprensibile che dei giovani non si sentano attratti da queste disabilità.

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