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Bonus ECM Covid, dov’è finito?

di Redazione

Inserito prima nel Decreto Scuola e successivamente nel Decreto Rilancio il bonus ECM pensato nell’anno del Covid non ha ancora visto la sua applicazione concreta. Si tratta di 50 crediti ECM che, per l’anno 2020, sarebbero da considerarsi “abbonati” per tutti quei professionisti sanitari che abbiano preso parte attiva nel contrasto della pandemia da Covid-19. Questo il requisito previsto per ottenere lo “sconto” dei crediti formativi da maturare, ma di quel bonus, ad oggi, ancora non c’è traccia, così come non si sono palesate istruzioni in merito: come, dove e quando certificare di aver continuato con la propria attività professionale durante l’emergenza sanitaria? Il sospetto è che si preannunci l’ennesimo ritardo o, più probabile, la corsa all’ultimo minuto.

ECM: il bonus dei 50 crediti nel limbo della burocrazia?

Bonus ECM - Bloccato nel limbo burocratico?

Il testo approvato in via definitiva cita i 50 crediti da acquisire, per l’anno 2020 …omissis… si intendono già maturati da coloro che, in occasione dell’emergenza da Covid-19, abbiano continuato a svolgere la propria attività professionale. Quindi, di fatto, per il triennio 2020-2022 i professionisti sanitari dovranno obbligatoriamente acquisire 100 ECM e non i soliti 150 crediti (escludendo eventuali altri esoneri o esenzioni per altri motivi).

Il punto nevralgico è che, ad oggi, nessuno ha visto l’applicazione della riduzione dell’obbligo formativo per il triennio 2020-2022 nel conteggio disponibile sul portale COGEAPS. In molti, infatti, hanno immaginato che la riduzione avvenisse in modo automatico, o almeno così speravano. Altri - quelli ottimisti - hanno invece immaginato che per ottenerlo fosse necessario chiedere, sempre tramite portale COGEAPS, un esonero/esenzione. Pleonastico sottolineare che (sempre ad oggi, dicembre 2021) non è disponibile nelle voci presenti (tra gli esoneri o esenzioni) una voce che possa vagamente assomigliare alla richiesta del bonus Covid.

Bonus ECM Covid in attesa di istruzioni per l’uso

In tema di formazione continua sono arrivati chiarimenti (anch’essi non senza farsi attendere e come al solito dopo gli ultimatum precoci) in merito allo spostamento crediti per colmare il debito formativo relativo ai trienni 2014-2016 e 2017-2019, ma il bonus ECM Covid, invece, che fine ha fatto?

Quello che possiamo fare è formulare delle ipotesi, non senza esprimere prima un certo imbarazzo per l’ennesima dimenticanza (o, quantomeno, l’ennesimo ritardo) ai danni dei professionisti che - citando l’On. Campari - (... ) hanno sicuramente acquisito conoscenze e capacità che prima non avevano. Una impareggiabile formazione sul campo. Non si tratta solo di un premio.

L’applicazione del decreto sarebbe ferma al palo in attesa di un parere del Consiglio di Stato, che faccia chiarezza su quanto - azzardatamente - richiesto da qualcuno. Nello specifico: che il bonus venga raddoppiato essendo stato prima inserito nel Dl Scuola (l’applicazione era rivolta a medici, odontoiatri, infermieri e farmacisti) e successivamente nel Dl Rilancio (con il quale si è inteso estendere l’applicazione del bonus a tutte le professioni sanitarie). In sostanza uno sconto di 100 crediti solo per alcuni (una sorta di gioco al rialzo che tiene il “banco” fermo in attesa di una decisione).

Altra ipotesi - meno accreditata, ma non di poco conto, è che bisognerebbe fare chiarezza su come “riconoscere” i professionisti attivi in occasione dell’emergenza da Covid-19, ovvero coloro che abbiano continuato a svolgere la propria attività professionale:

  • Autodichiarazione su portale COGEAPS (quella dei nostalgici positivi) - Provate ad immaginare quello che potrebbe accadere se, al segnale, oltre un milione di professionisti dovessero riversarsi, quasi contemporaneamente, sul portare per richiedere l'esenzione (con il brivido di una data di scadenza entro il quale presentare la domanda)
  • Tutti i professionisti sanitari (regolarmente iscritti all’ordine professionale) - Un semplice incrocio di dati tra quelli già in possesso di AGENAS e quelli in possesso degli ordini professionali (semplice e indolore)

Quest’ultima sarebbe l’ipotesi più concreta, che andrebbe però “di traverso” a chi ha interpretato le parole ...in occasione dell’emergenza da Covid-19 abbiano continuato a svolgere la propria attività professionale come un riferimento esclusivo a coloro che hanno lavorato nei reparti Covid.

La verità è ancora lontana, perché risposte ufficiali non ci sono. Non siamo i primi a scrivere di questo: il 5 dicembre scorso Nursing UP Lazio ha inviato una richiesta ufficiale agli Enti preposti. A noi non serve una risposta, abbiamo bisogno della decisione.

Decisione che non farebbe danni se venisse presa senza l’interpretazione del Consiglio di Stato e considerando le difficoltà tecniche.

"Ad aggravare il tutto c’è anche il fatto che il prossimo sarà l’ultimo anno del triennio, quello in cui l’applicazione del bonus ECM Covid dovrebbe vedere la “luce”, ma è anche l’ultimo semestre dell’incarico dell’attuale commissione ECM (nominata presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali a maggio 2020). E se dovesse avere una nuova lettura della questione?

Aspettiamo la prossima commissione o decidiamo di riconoscere in modo automatico la riduzione?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Commenti (1)

Nursing Up Lazio

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7 commenti

AGENAS - CO.GE.A.P.S. - Ministero della Salute - FNOPI: decreto rilancio, “abbuono 50 crediti ECM”?

#1

V'informo, che a seguito di tutte le mail che ho mandato in proposito, ho ricevuto una sola risposta, magra consolazione....

Gentile dott.ssa Santoro,
in merito al suo quesito, la informo che il cd. “Bonus Covid” è previsto dall'art. 5 della L.77/2020:
“Disposizioni in materia di formazione continua in medicina
1. I crediti formativi del triennio 2020-2022, da acquisire, ai sensi dell'articolo 16-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e dell'articolo 2, commi da 357 a 360, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, attraverso l’attività di formazione continua in medicina, si intendono già maturati in ragione di un terzo per tutti i professionisti sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, che hanno continuato a svolgere la propria attività professionale nel periodo dell'emergenza derivante dal COVID-19.”
Indicativamente, la riduzione verrà attribuita all’anno 2020, con una riduzione dell'obbligo formativo individuale del triennio 2020-22, pari a un terzo dell'obbligo stesso.
Non sono però ancora state fornite al Co.Ge.A.P.S. indicazioni operative sull'applicazione della riduzione, per cui al momento non siamo in grado di fornire informazioni in merito alle esatte modalità in cui verrà applicata e gestita la riduzione.
Cordiali saluti,
Co.Ge.A.P.S.
Alessia Di Rocco