Nurse24.it
scrivi una email per avere maggiori informazioni

Formazione

Ecm, senza crediti sufficienti a rischio copertura assicurativa

di Massimo Canorro

La presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche fa il punto della situazione per quanto concerne la formazione continua, a due mesi e mezzo dalla scadenza del triennio, prevista per il prossimo 31 dicembre. Abbiamo chiesto agli Ordini di incentivare la formazione, che è un elemento strutturale di una professione intellettuale.

Obbligo Ecm, Mangiacavalli (Fnopi) fa il punto della situazione

Controlli e sanzioni a parte non bisogna dimenticare che il programma Ecm offre il riconoscimento di un’attività formativa.

Nella seconda metà di settembre il Cogeaps aveva inviato agli Ordini professionali la missiva attraverso cui scattava un’istantanea sullo stato dell’arte in relazione agli obblighi formativi triennali che scadono il prossimo 31 dicembre.

A darne notizia il presidente del Consorzio gestione anagrafica delle professioni sanitarie, Roberto Monaco, spiegando che al di là del discorso sanzionatorio, l’aspetto rilevante è che il professionista sanitario abbia una buona formazione. L’obiettivo da raggiungere è riassumibile in un’unica frase: erogare prestazioni consone e di valore ai cittadini.

La presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli, torna sull’argomento e a Quotidiano Sanità fa il punto della situazione, al 13 ottobre, per quanto attiene al programma formativo Ecm, in scadenza l’ultimo giorno del 2022. Proprio in rapporto alla foto consegnata dal Cogeaps, la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche ammette che non è rimasta del tutto sorpresa.

Lei stessa, infatti, confidava che la situazione potesse essere migliore ma è anche conscia che rispecchia questi anni. Nel senso che il programma nazionale di formazione continua in medicina è stata un’intuizione importantissima – precisa – nata con la riforma Ter del decreto legislativo 229 e poi perfezionata negli anni, con un presupposto scientifico. Quello che le conoscenze scientifiche e tecniche si modificano e perdono di efficacia più o meno del 50% ogni decade. Quindi un professionista laureato da 20 anni dovrebbe rinfrescare il 100% delle proprie conoscenze.

Da qui l’importanza, nella visione di Mangiacavalli, di ritrovare quel senso vero del programma di formazione continua e che ogni professionista dovrebbe interiorizzare. La formazione è un elemento strutturale di una professione intellettuale, deve accompagnare ogni giorno dell’esercizio professionale e quotidianamente ci deve fare chiedere se la pratica assistenziale che stiamo facendo abbia ancora un’evidenza scientifica. Con questo spirito abbiamo chiesto agli ordini di incentivare la formazione. Il nostro primo orizzonte temporale sono questi tre mesi.

Manifestando la necessità di incentivare la partecipazione ai corsi per alzare questa percentuale di colleghi certificabili, la presidente Fnopi ha fatto presente che occorre aprire il prossimo triennio sotto un auspicio ben preciso, lavorare non tanto sulla sanzione, ma sulla consapevolezza dei singoli che formarsi e continuare a farlo non costituisce un mero discorso di laurea e specializzazione, bensì di aggiornamento continuo e costante.

Controlli e sanzioni a parte, infatti, non bisogna dimenticare che il programma Ecm offre il riconoscimento di un’attività formativa, le possibilità sono molteplici e muovono tutte verso la logica di ritenere la formazione un elemento strutturale del professionista. E in tutto questo c’è ancora tempo, per chi non lo ha ancora fatto, di regolarizzare la propria posizione.

Quindi Mangiacavalli affronta il tema della copertura assicurativa per gli infermieri, ritenendo che tra i professionisti sanitari c’è ancora scarsa consapevolezza della necessità di dover essere assicurati e rimarcando l’importanza della legge n. 24 dell’8 marzo 2017 (“Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”), che ha modificato tanto l’assetto quanto il contesto.

Chiosando: Abbiamo degli elementi tecnici che dobbiamo chiarire e questo potrebbe essere un momento formativo importante: far capire a tutti i nostri colleghi il quadro, per comprendere che è bene avere nel proprio zaino questa formazione, onde evitare di incorrere in questa possibilità che di certo le compagnie assicurative applicheranno, ovvero non coprire il sinistro se un professionista non ha acquisito almeno il 70% dei crediti.

Giornalista

Commento (0)