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Formazione

Ecm, Mangiacavalli: obbligo morale e deontologico

di Massimo Canorro

La presidente della Fnopi ritiene imprescindibile che ciascun professionista sanitario si metta in regola con l’obbligo Ecm in scadenza il 31 dicembre. Non soltanto poiché si tratta di un obbligo normativo, ma anche per mantenere una formazione sempre all’altezza delle situazioni assistenziali che si palesano.

Formazione Ecm, professionisti invitati a mettersi in regola entro l’anno

Lo zaino pesa sempre sulle spalle, anche quando, con l’andare del tempo, l’esperienza obbliga a sbarazzarsi del superfluo. Così David Le Breton, sociologo e antropologo francese. Ed è proprio lo zaino ad essere usato come metafora dalla presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli, che – a Quotidiano Sanità – descrive la formazione di un professionista sanitario come uno “zaino”, all’interno del quale l’infermiere deve custodire tutto ciò che gli occorre per relazionarsi con l’assistito.

Una sacca, insomma, che va costantemente riempita con nuove conoscenze e best practice, derivanti dal progresso della professione e delle evidenze di tipo scientifico. Un’introduzione, questa, funzionale a comprendere – come ritiene la stessa Mangiacavalli – l’importanza imprescindibile che tutti i professionisti sanitari si mettano in regola con l’obbligo Ecm in scadenza il prossimo 31 dicembre.

Nella seconda metà di giugno, la Commissione nazionale Ecm ha deliberato la modifica di quattro paragrafi del Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario, che contiene la disciplina nazionale stabilita dalla Commissione in rapporto ai requisiti minimi e standard di accreditamento dei provider e alla disciplina generale sugli eventi Ecm.

Oggi, Mangiacavalli intende soprattutto precisare che l’intento ultimo non è sanzionatorio, ma culturale e scientifico, per fare in modo che professionisti acquisiscano anche una modalità comportamentale, insita nell’esercizio di una professione sanitaria, che è quella di mantenere una formazione sempre all’altezza delle situazioni assistenziali che si presentano.

Formazione e perfezionamento continuo nelle professioni sanitarie: questa l’unica strada da percorre. Come anche affermato a Nurse24.it da Sara Sandroni, responsabile rete assistenziale lesioni cutanee presso l’Azienda Usl Toscana Sud Est, che ha ricevuto un doppio, importante riconoscimento internazionale (approccio Wound Hygiene): Non esistono scorciatoie. Per effettuare assistenza, i professionisti sanitari devono avere qualità. Che si ottiene solo attraverso lo studio e la ricerca.

Come detto, l’aspetto culturale è decisivo. E la presidente della Fnopi tiene a ribadire: La legge che è passata lo scorso dicembre ha definito che se un professionista non è in linea con i crediti Ecm per almeno il 70%, corre il rischio di non trovare copertura assicurativa. Noi vorremmo scongiurare questo rischio, lavorando appunto su questi mesi, su questa cultura e magari anche ipotizzando progetti formativi che diventino più accattivanti per i professionisti. Ritenendo una modalità formativa, in particolare, assai utile per i professionisti: la formazione mediante la simulazione, ovvero simulare scenari assistenziali complessi che magari capitano poche volte e che rischiano di non trovare professionisti pronti.

Per poi riprendere, Mangiacavalli, le fila del discorso legato alle evidenze scientifiche. Quando nel 1999 è nato questo programma – spiega – aveva un senso ed era radicato nelle evidenze scientifiche disponibili all’epoca. Queste evidenze ci dicevano che le conoscenze scientifiche cambiano e perdono di valore e di efficacia del 50% ogni dieci anni. Il che significa che se ho un infermiere laureato da vent'anni, sostanzialmente potrebbe dover rivedere il 100% delle sue conoscenze e delle sue competenze. E qui c’è tutto il senso della formazione professionale continua.

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