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Infermiere

Denunciato, ma è un Oss. Mangiacavalli: Lesione di immagine

di Redazione

“Infermiere denunciato per aver conficcato aghi nei sedili del bus”. Si legge così su molte testate giornalistiche, peccato che non si tratti di un infermiere. Ancora una volta usata impropriamente dai giornali generalisti la qualifica di “infermiere” e Barbara Mangiacavalli, presidente Fnopi, chiede subito rettifica dell’errore a tutela dell’immagine professionale.

Denunciato per aghi nei sedili, ma è un Oss. Fnopi: Ingiusto danno di immagine

Sta partendo proprio in questi minuti il comunicato con il quale Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), chiede la rettifica di un errore che mette la professione infermieristica a rischio di un pesante e ingiusto danno di immagine. Lo fa sapere la Federazione stessa, tramite la propria pagina Facebook.

Dalla mattinata di oggi stanno rimbalzando su varie testate generaliste titoli del tipo: “Aghi nei sedili del bus. Denunciato infermiere”. Protagonista della vicenda, avvenuta a Subiaco (Roma), però è un Operatore socio sanitario di 58 anni, che avrebbe deliberatamente infilato aghi di siringa nei sedili di alcuni autobus Cotral con l’intento preciso di ferire i viaggiatori.

Un Oss, dunque, non un infermiere. Un operatore sociosanitario che non fa parte della Federazione nazionale e all’ordine a cui gli infermieri sono iscritti.

Gli operatori sociosanitari non sono infermieri e accade ormai troppo spesso che i giornali, per rendere più appetibile una notizia, utilizzino in modo improprio la qualifica di infermiere per connotare altre figure che con questa nulla hanno a che fare

È evidente – scrive Mangiacavalli - il danno di immagine per la professione infermieristica, apprezzata e ben conosciuta non certo in questa forma dai pazienti che, per garantire dignità alla loro vita di tutti i giorni, si rivolgono all'infermiere con sicurezza.

Nulla a che vedere con una “lotta di classe”, ma una difesa della professione infermieristica che non è coinvolta nei fatti, ma rischia così un pesante e ingiusto danno di immagine verso i suoi assistiti e per questo – chiosa Mangiacavalli - si chiede di rettificare l’errore a norma dell'articolo 42 della legge 416/1981.

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