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Sicurezza delle cure, Fnopi in audizione alla Camera

di Monica Vaccaretti

Il tema della sicurezza delle cure ha sempre rappresentato per gli infermieri italiani un principio valoriale, deontologico ed etico, prima ancora che professionale, di assoluto rilievo. Così Luigi Pais del Mori, consigliere del Comitato centrale Fnopi, nel corso dell'audizione presso la XII Commissione Affari sociali della Camera in occasione della discussione di due risoluzioni, una in materia di sicurezza delle cure e dei pazienti (7 00051 Marianna Ricciardi) e l'altra (7 00170 Ciancitto) di contrasto alla medicina difensiva.

Sicurezza cure tra cultura della gestione del rischio e cultura no blame

L'assenza di sicurezza e gli errori che vengono generati durante tutto il percorso di cura provocano impatti devastanti, sotto l'aspetto personale e professionale.

Durante l'incontro la Fnopi ha presentato alcuni punti sostanziali sulla tematica. Innanzitutto, ribadisce quanto sia fondamentale coinvolgere il cittadino/persona assistita durante il suo percorso di cura, perché la sua partecipazione diretta e costante diventa un ulteriore elemento di garanzia della sua sicurezza e delle cure che gli vengono erogate.

La Federazione sottolinea inoltre l'importanza di definire in ottica di processo la tematica sul consenso/dissenso informato laddove esso venga giuridicamente raccolto dal professionista titolare, gestore e responsabile dell'atto sanitario.

Sottolineando come il tema specifico della sicurezza delle cure venga richiamato già in sette articoli del Codice Deontologico degli Infermieri e che la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche è da sempre attenta a svolgere un costante monitoraggio volto a garantire un miglioramento delle cure erogate anche sotto questo aspetto fondamentale, il consigliere Pais dei Mori ha spiegato ai deputati che tali articoli riprendono il principio di una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, IV sezione penale, (sentenza 447/2000) secondo la quale tutti gli operatori sanitari sono, in forza di legge, portatori di una posizione di garanzia – detta anche posizione di protezione - nei confronti dei pazienti. Significa che si ha il dovere giuridico di provvedere alla tutela della persona, intesa come un bene giuridico, contro qualsiasi pericolo atto a minacciarne l'integrità.

Dalla massima sancita dalla sentenza 447/2000 nasce il cardine del contemporaneo concetto di gestione del rischio clinico e si sviluppa un modo nuovo di considerare la responsabilità professionale, allargata a responsabilità d'équipe.

Significa che nel mondo complesso della salute, bene costituzionalmente garantito dallo Stato, tutti partecipano con piena concorrenza di responsabilità a promuovere e garantire la sicurezza delle cure in quanto essa è un diritto assoluto del cittadino come persona assistita. La sicurezza del percorso trasversale di cura si ottiene con il coinvolgimento e la sinergia di ogni operatore sanitario, ciascuno secondo il proprio ruolo.

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