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Fnopi loda best practice a Bologna: consolidarle nel sistema

di Redazione

Il Nord Est è la “patria” dei modelli positivi di assistenza infermieristica sul territorio e tra le sue regioni spicca l'Emilia-Romagna. Proprio dal capoluogo emiliano è partita la terza tappa del congresso itinerante Fnopi, durante la quale sono state premiate le best practice infermieristiche relative alle varie Aziende della regione (da Bologna a Piacenza, da Reggio-Emilia a Forlì-Cesena). Vogliamo raccogliere queste buone pratiche in tutto il territorio nazionale, per confezionare poi un documento-reportage da consegnare alle istituzioni che stanno discutendo del Pnrr, così la presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli.

Infermieri nel Pnrr, Mangiacavalli chiede massima attenzione

L'Emilia-Romagna - riconosce la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli - è una delle regioni più avanzate dal punto di vista della rete territoriale e della prossimità. Qui sono partite da molti anni le Case della salute, sulla linea delle Case di comunità del Pnrr. E proprio sul Piano nazionale di ripresa e resilienza gli infermieri non intendono mollare di un centimetro.

Chi spinge per togliere spazio agli infermieri nel Pnrr lo sta facendo utilizzando un'informazione distorta, che è quella legata alla carenza infermieristica - commenta Mangiacavalli -, ma a guidare il Pnrr non deve essere la logica del "lasciamo gli infermieri dove sono e noi occupiamo altri spazi". Piuttosto la logica del Pnrr è quella di fare multiprofessionalità, di lavorare in équipe. Un'équipe - continua la presidente Fnopi - che deve essere caratterizzata da una gestione trasversale dei processi. La Fnopi, insomma, rifugge qualsivoglia schema precostituito e gerarchizzato a favore di un gruppo di lavoro in cui deve esserci un team leader che rappresenta la professione rispondente al bisogno prioritario trovato in quella famiglia, in quella comunità, in quel singolo.

Abbiamo 102 Ordini provinciali e interprovinciali, una rete capillare e oltre 450.000 infermieri e infermieri pediatrici che in questo anno e mezzo, più e meglio del solito, si sono dedicati ai più fragili, alla prossimità e alla territorialità. I modelli organizzativi e le innovazioni camminano sulle gambe dei professionisti: chiediamo quindi massima attenzione alle competenze degli infermieri, dentro al piano nazionale

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Infermieristica di prossimità, le buone pratiche premiate a Bologna

L’Ausl di Piacenza ha promosso un piano di intervento a favore degli over 74 non conosciuti dai servizi socio-sanitari e residenti nelle montagne, per rispondere concretamente ai loro bisogni sociosanitari. Dal 2018, nelle aree lontane dai principali servizi del territorio reggiano di Castelnovo ne' Monti è attivo un progetto di "Infermiere di Famiglia e Comunità". A Bologna l'Ausl ha preso in carico i pazienti con patologia cronica in ambulatori infermieristici territoriali (strategia seguita da Forlimpopoli e Bertinoro) e sempre nel capoluogo emiliano è nata la "piazza dei Colori": rivolta ad una comunità di 1.000 persone, mira a scongiurare il peggioramento delle condizioni di salute per via della diminuzione del potere di acquisto delle famiglie.

Sono solo alcuni esempi di buone pratiche infermieristiche in Emilia-Romagna. L'occasione per presentarle e premiarle è stata la terza tappa del congresso itinerante della Fnopi (la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche), che partita da Bologna passerà poi per Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.

Oggi presentiamo ampie tracce di quello che sarà il futuro della sanità italiana ed emiliano-romagnola in particolare, così l'assessore alla Salute della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini, che a margine dell'evento ha confermato l’imminente istituzione della direzione assistenziale (Quella del 26 luglio sarà probabilmente la riunione di giunta in cui approveremo questa importante riforma).

Un futuro della sanità, continua Donini, che vede un forte protagonismo delle professioni sanitarie e infermieristiche, dell'infermiere di famiglia e della medicina territoriale, che si prendono in carico il cittadino laddove sta il cittadino. Anche l'Emilia-Romagna investirà sull'infermiere di famiglia, quindi: Non solo nella quantità degli infermieri di famiglia a disposizione della rete, ma anche - rilancia l'assessore regionale - della qualità del loro lavoro, sempre più immerso nella presa in carico di cittadini nel territorio. La loro sede naturale saranno quindi le Case di comunità alla base del Pnrr, che sono già molto simili alle nostre Case della salute che incrementeremo ancora.

Ci crede anche Luca Rizzo Nervo, deputato bolognese Pd ed ex assessore comunale a Sanità e Welfare di Bologna: Questa rete di buone pratiche infermieristiche - assicura il parlamentare - rappresenta la concretezza, lungo una traiettoria utile a tutta la sanità italiana. Oggi le risorse di cui la sanità pubblica può godere, attraverso i 18,5 miliardi di euro del Pnrr, non servono solo per rilanciare i servizi che ci sono, ma per aggiungerne dei nuovi. E questo cambiando profondamente e migliorando i modelli di presa in carico continuativa del cittadino, secondo un approccio multidisciplinare in cui tutte le professioni portano un contributo. Gli infermieri in tutto questo sono già oggi fondamentali e lo saranno sempre di più.

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